CAPITOLI
1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 – 10
11 – 12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19 – 20 – 21
Capitolo 1
Il Verbo fatto carne.
1 – In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
2 Egli era al principio presso Dio.
3 Tutto per mezzo di lui è stato fatto e senza di lui non è stato fatto nulla di ciò ch’è stato fatto.
4 In lui era vita, e la vita era la luce degli uomini.
5 E la luce splende fra le tenebre e le tenebre non l’hanno accolta.
6 Ci fu un uomo inviato da Dio; di nome Giovanni.
7 Egli venne in testimonianza per rendere testimonianza alla luce, affinchè tutti credessero per lui;
8 egli non era la luce, ma venne per rendere testimonianza alla luce.
9 Era la luce vera, che illumina ogni uomo che viene a questo mondo.
10 Egli era nel mondo e il mondo per mezzo di lui fu fatto, e il mondo non l’ha conosciuto.
11 È venuto nella sua proprietà e i suoi non l’hanno accolto.
12 A tutti quelli però che l’hanno accolto, a quelli che credono nel suo nome, ha dato il potere di diventare figliuoli di Dio;
13 i quali, non da sangue nè da volontà di carne, nè da volontà di uomo, ma da Dio son nati.
14 Il Verbo si è fatto carne ed abitò tra noi; e noi ne abbiamo veduta la gloria, gloria eguale a quella dell’Unigenito del Padre, pieno di grazia e di verità.
15 Giovanni gli rende testimonianza e grida in questi termini: «Ecco colui del quale dissi: – Chi verrà dopo di me è stato fatto prima di me, perchè egli era prima di me – ».
16 E della pienezza di lui tutti abbiam ricevuto, e grazia su grazia.
17 Perchè la legge è stata data da Mosè; la gloria e la verità sono venute da Gesù Cristo.
18 Nessuno ha veduto mai Dio; il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, ce l’ha fatto conoscere.
Testimonianze di Giovanni Battista.
19 Ed ecco la testimonianza resa da Giovanni, quando i Giudei mandarono da Gerusalemme sacerdoti e Leviti per domandargli: «Chi sei tu?».
20 Ed egli affermò e non negò e confessò: «Non sono io il Cristo».
21 Allora gli domandarono: «Chi sei dunque? Sei tu Elia?». Egli rispose: «Non lo sono». «Sei tu il profeta?». E rispose: «No».
22 Allora gli dissero: «Chi sei dunque? Affinchè possiamo portare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?».
23 Egli replicò: «Io sono la voce di colui che grida nel deserto: – Raddrizzate la via del Signore -, come ha detto il profeta Isaia».
24 Ora quegl’inviati erano Farisei
25 e gli domandarono: «Perchè dunque battezzi, se non sei nè il Cristo, nè Elia, nè il Profeta?».
26 Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua; ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete.
27 È colui che verrà dopo di me, ma che è stato prima di me e del quale io non sono degno di sciogliere il legaccio dei calzari».
28 Questo accadeva in Betania oltre il Giordano, dove Giovanni stava a battezzare.
29 Il giorno dopo Giovanni vide Gesù venire a sè, e gridò: «Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo.
30 Egli è colui del quale ho detto: – Dopo di me viene un uomo che mi ha preceduto, perchè era prima di me. –
31 Ed io non lo conoscevo; ma per questo sono venuto a battezzare con acqua, affinchè fosse manifestato in Israele».
32 E Giovanni rese la sua testimonianza così: «Ho veduto lo Spirito discendere, come una colomba, dal cielo e posarsi sopra di lui.
33 E io non lo conoscevo; ma chi mi ha mandato a battezzare nell’acqua, mi ha detto: – Colui sul quale vedrai scendere e fermarsi lo Spirito, è quegli stesso che battezza nello Spirito Santo. –
34 E ho veduto e ho testimoniato esser egli il Figliuol di Dio».
I primi discepoli di Gesù.
35 Il giorno seguente Giovanni si trovava di nuovo là, con due suoi discepoli
36 e, fissato lo sguardo in Gesù che passava, disse: «Ecco l’Agnello di Dio!».
37 I due discepoli udirono queste parole e andaron dietro a Gesù.
38 Gesù si volse e, notato che lo seguivano, domandò loro: «Chi cercate?». Essi gli dissero: «Rabbi», (che tradotto vuol dire “Maestro”), «dove abiti?».
39 Egli rispose loro: «Venite e vedrete». Andarono e videro dove egli abitava; e rimasero con lui per quel giorno. Era circa l’ora decima.
40 Andrea, fratello di Simon Pietro, era un dei due che avevano udite le parole di Giovanni e aveva seguìto Gesù.
41 Imbattutosi pertanto con suo fratello, Simone, gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» (che tradotto vuol dire “il Cristo”), e lo portò da Gesù.
42 E Gesù, fissando bene in lui lo sguardo, disse: «Tu sei Simone, figliuolo di Giona: tu ti chiamerai Cefa» (che vuol dire “Pietro”).
43 Il giorno seguente Gesù volle andare in Galilea e trovato Filippo, gli disse: «Seguimi».
44 Filippo era di Betsaida, patria di Andrea e di Pietro.
45 Filippo essendosi incontrato con Natanaele gli narrò: «Abbiamo trovato colui di cui scrissero Mosè nella Legge, e i Profeti: “Gesù, figlio di Giuseppe, da Nazaret”».
46 Natanaele gli rispose: «Può mai venire qualcosa di buono da Nazaret?». Filippo gli disse: «Vieni e vedi».
47 Gesù vide venirgli incontro Natanaele e, parlando di lui, disse: «Ecco un vero Israelita, nel quale non c’è malizia».
48 Natanaele gli chiese: «Come mai mi conosci?». Gesù rispose: «Prima che Filippo ti chiamasse, quando eri sotto il fico, io ti vidi».
49 Natanaele gli replicò: «Rabbi, tu sei il Figliuol di Dio! Tu sei il re d’Israele!».
50 Gesù rispondendo gli disse: «Perchè io ho detto che ti ho veduto sotto il fico, tu credi? Tu vedrai cose più grandi di queste!».
51 Poi soggiunse: «In verità, in verità vi dico che vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figliuol dell’uomo».
Capitolo 2
Le nozze di Cana.
1 – Tre giorni dopo eranvi nozze in Cana di Galilea. C’era la madre di Gesù,
2 e anche Gesù co’ suoi discepoli, vi venne invitato.
3 Venuto a mancare il vino la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino».
4 Gesù le disse: «Che [importa] a me e a te, o donna? L’ora mia non è ancora venuta».
5 Ma la madre disse ai servi: «Fate tutto quello che vi dirà».
6 C’eran là sei pile di pietra, preparate per le purificazioni dei Giudei, ciascuna della capacità di due o tre metrete.
7 Gesù disse loro: «Riempite d’acqua questi recipienti». Ed essi li riempirono fino all’orlo.
Le nozze di Cana
8 Poi soggiunse: «Attingete ora e portatene al capo del banchetto». Ed essi gliene portarono.
9 Allorchè il capo del banchetto ebbe assaggiato l’acqua cambiata in vino – egli non sapeva donde venisse quel vino, ma ben lo sapevano i servi, che avevano attinto l’acqua – chiamò lo sposo
10 e gli disse: «Tutti servono in principio il vino buono; poi quando sono brilli quello men buono; tu invece hai riservato il buono fino a questo momento».
11 Gesù in Cana di Galilea compì questo suo primo miracolo e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui.
12 Dopo di che, scese a Cafarnao con sua madre, i suoi fratelli e i suoi discepoli. Rimasti colà pochi giorni,
13 ed essendo prossima la Pasqua de’ Giudei, Gesù salì a Gerusalemme.
Gesù a Gerusalemme scaccia i mercanti dal tempio.
14 Nel tempio trovò i mercanti di buoi, di pecore e di colombi e i cambiavalute seduti.
15 Fatto pertanto un flagello con cordicelle, li scacciò tutti dal tempio con le loro pecore e buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e rovesciò i loro banchi.
16 Ai venditori di colombe poi disse: «Portate via di qui queste cose, e non cambiate la casa del Padre mio in un mercato».
17 I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: “Lo zelo della tua casa mi consuma”.
18 Allora i Giudei si rivolsero a lui e gli domandarono: «Qual segno ci dai per fare queste cose?».
19 Gesù rispose loro: «Distruggete questo tempio e in tre giorni io lo riedificherò».
20 I Giudei dissero: «Ci son voluti quarantasei anni a edificare questo tempio, e tu lo rimetteresti in piedi in tre giorni».
21 Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
22 Più tardi, quando fu risuscitato dai morti, i discepoli si ricordarono che egli aveva detto questo e credettero alla Scrittura ed alle parole di Gesù.
Prima Pasqua di Gesù.
23 Mentre era a Gerusalemme, alla festa di Pasqua, molti, vedendo i prodigi che faceva, credettero nel suo nome.
24 Gesù però non si fidava di loro perchè li conosceva tutti,
25 e perchè non aveva bisogno che altri rendesse testimonianza ad un uomo, sapendo da sè cosa ci fosse nell’uomo.
Capitolo 3
Gesù e Nicodemo.
1 – Tra i Farisei c’era un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei.
2 Egli venne di notte a trovare Gesù e gli disse: «Maestro, noi sappiamo che sei venuto da parte di Dio, come un dottore, poichè nessuno può fare i miracoli che tu fai, se Dio non è con lui».
3 Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non nasce di nuovo, non può vedere il regno di Dio».
4 Nicodemo gli domandò: «Come mai può un uomo nascere, quando è già vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel seno di sua madre e nascere di nuovo?».
5 Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non rinasce dall’acqua e dallo Spirito Santo, non può entrare nel regno di Dio.
6 Ciò che è generato dalla carne è carne, e ciò che nasce dallo Spirito è spirito.
7 Non meravigliarti se io ti ho detto: – Bisogna che voi nasciate di nuovo. –
8 Il vento soffia dove vuole e tu ne odi la voce, ma non sai donde venga nè dove vada: così capita a ogni cosa nata dallo Spirito».
9 Nicodemo gli domandò: «Com’è possibile che questo avvenga?».
10 Gesù gli rispose: «Tu sei maestro in Israele e non lo sai?
11 In verità, in verità ti dico: Noi parliamo di quel che sappiamo e attestiamo quel che abbiamo visto; e voi non accettate la nostra testimonianza.
12 Se non credete quando vi parlo, delle cose terrene, come potete credere quando verrò a parlarvi delle celesti?
13 Nessuno è salito al cielo all’infuori di Colui che è disceso dal cielo, il Figliuol dell’uomo che è in cielo.
14 Come Mosè ha inalzato il serpente nel deserto, così è necessario che il Figliuol dell’uomo sia inalzato,
15 affinchè chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna.
16 Infatti Dio ha talmente amato il mondo da dare il suo Figliuolo unigenito, affinchè chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna.
17 Poichè Dio non ha mandato il Figliuol suo nel mondo per giudicare il mondo, ma perchè il mondo sia salvato per mezzo di lui.
18 Chi crede in lui non è giudicato, ma chi non crede è giudicato perchè non ha creduto nel nome dell’unigenito Figliuol di Dio.
19 E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perchè le loro opere erano malvage.
20 Perchè chi fa il male, odia la luce e non si accosta alla luce affinchè le sue opere non siano giudicate.
21 Chi invece opera secondo la verità s’accosta alla luce, affinchè le sue opere si manifestino come compiute in Dio».
Nuova testimonianza del Battista.
22 Dopo queste cose Gesù, coi suoi discepoli, andò nel paese della Giudea e vi si tratteneva con essi, e battezzava.
23 Pure Giovanni battezzava in Ennon, vicino a Salim, dove era abbondanza di acqua e la gente vi si recava a farsi battezzare,
24 perchè Giovanni non era ancora stato messo in prigione.
25 Ora nacque una disputa tra i discepoli di Giovanni e i Giudei intorno alla purificazione.
26 E venuti da Giovanni gli dissero: «Rabbi, colui che era con te oltre il Giordano e al quale tu hai reso testimonianza, ecco battezza e tutti accorrono a lui».
27 Giovanni rispose: «L’uomo non può ricevere nulla se non ciò che gli è dato dal cielo.
28 Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: – Io non sono il Cristo, ma sono stato mandato innanzi a lui. –
29 Chi ha la sposa è lo sposo; invece l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, si consola, quando ode la voce dello sposo. Ora questa gioia, che è la mia, è perfetta.
30 Bisogna che egli cresca e che io diminuisca.
31 Chi viene dall’alto sta sopra a tutti; chi viene dalla terra è dalla terra e parla di terra. Chi viene dal cielo sta sopra a tutti,
32 e attesta le cose vedute e udite, ma nessuno ne accetta la testimonianza.
33 Chi accetta la testimonianza, conferma che Dio è verace.
34 Infatti colui che Dio ha mandato parla le parole di Dio, perchè Dio gli dà lo Spirito senza misura.
35 Il Padre ama il Figliuolo e ha posto tutto in sua mano.
36 Chi crede nel Figliuolo ha la vita eterna; ma chi non crede al Figliuolo non vedrà la vita, ma l’ira di Dio dimorerà su di lui».
Capitolo 4
Gesù e la Samaritana.
1 – Quando Gesù ebbe saputo che i Farisei avevano udito ch’egli faceva più discepoli di Giovanni e battezzava
2 – quantunque non Gesù ma i suoi discepoli battezzassero –
3 lasciò la Giudea e se n’andò novamente in Galilea,
4 attraversando com’era necessario la Samaria.
5 Venne dunque in una città di Samaria, chiamata Sicar, vicina al campo che Giacobbe aveva dato a suo figlio Giuseppe,
6 dov’era il pozzo di Giacobbe. Gesù, stanco dal viaggio, si sedette così, sopra il pozzo. Era quasi l’ora sesta.
7 Venne una donna Samaritana ad attinger acqua. Gesù le disse: «Dammi da bere»
8 (i suoi discepoli infatti erano andati in città per comprarsi da mangiare).
9 La donna Samaritana rispose: «Come mai tu, Giudeo, domandi da bere a me, che sono Samaritana?». I Giudei infatti non vanno d’accordo coi Samaritani.
Gesù e la Samaritana
10 Gesù riprese: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è Colui che ti dice:- Dammi da bere -, tu stessa gli avresti fatta questa domanda, ed egli ti avrebbe data dell’acqua viva».
11 «Signore», gli disse la donna «tu non hai con che attinger acqua e il pozzo è profondo; donde dunque hai tu dell’acqua viva?
12 Sei forse da più del padre nostro Giacobbe, il quale ci ha dato questo pozzo e ne bevve egli stesso ed i suoi figli ed i suoi armenti?».
13 Gesù le rispose: «Chi beve di quest’acqua avrà sete ancora; chi invece beve dell’acqua che io gli darò non avrà più sete;
14 anzi l’acqua data da me diventerà in lui una sorgente d’acqua zampillante nella vita eterna».
15 La donna gli disse: «Signore, dammi quest’acqua, e io non avrò più sete e non verrò più qua ad attingere».
16 Gesù le disse: «Va’ a chiamare tuo marito e torna qua».
17 La donna rispose: «Non ho marito». E Gesù soggiunse: «Bene dicesti: – Non ho marito, –
18 perchè hai avuto cinque mariti e quello che hai attualmente non è tuo marito; e però hai detto la verità».
19 La donna gli disse: «Signore, vedo che sei un profeta.
20 I nostri padri hanno adorato su questo monte, mentre voi dite che il luogo dove bisogna adorare è Gerusalemme».
21 E Gesù: «Credimi, donna; viene l’ora in cui nè su questo monte nè in Gerusalemme adorerete più il Padre.
22 Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quel che conosciamo, perchè la salute viene dai Giudei.
23 Ma viene l’ora, ed è questa, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in ispirito e verità, chè tali sono appunto gli adoratori che il padre domanda.
24 Iddio è spirito, e quelli che lo adorano lo devono adorare in ispirito e verità».
25 La donna gli rispose: «Io so che viene il Messia, vale a dire il Cristo; quando dunque sarà venuto, ci farà conoscere ogni cosa».
26 E Gesù a lei: «Sono io che ti parlo».
27 In quel momento arrivarono i discepoli e si meravigliarono che stesse lì a discorrere con una donna; tuttavia nessuno gli domandò: «Che desideri?», oppure: «Perchè parli con lei?».
28 La donna, lasciata l’anfora, se ne andò in città e disse alla gente:
29 «Venite a vedere un uomo che mi ha raccontato tutto quel che ho fatto; che sia proprio il Cristo?».
30 Uscirono dalla città e vennero da lui.
31 Intanto i discepoli lo pregavano dicendo: «Rabbi, mangia!».
32 Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete».
33 I discepoli perciò si domandavano l’un l’altro: «Forse qualcuno gli ha portato da mangiare?».
34 E Gesù a loro: «Il mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato e portarne l’opera a termine.
35 Non dite voi: – Ancora quattro mesi e poi la mietitura ?- Ebbene, io vi dico: – Alzate gli occhi e mirate i campi che già biondeggiano per la mèsse.
36 E chi miete riceve già la sua mercede e raccoglie frutto per la vita eterna, cosicchè tanto il seminatore che il mietitore godono insieme.
37 Perchè in questo si verifica il proverbio: “Altro è il seminatore e altri il mietitore”.
38 Io vi ho mandati a mietere là dove non avete lavorato: altri hanno lavorato e voi siete entrati nel campo delle loro fatiche – ».
39 Molti Samaritani di quella città credettero in lui a motivo delle parole della donna, che attestava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto».
40 Quando dunque i Samaritani vennero da lui, lo pregarono di restare presso di loro, ed egli vi rimase due giorni.
41 E molti di più credettero in lui a cagione di ciò che avevano essi medesimi udito,
42 e dicevano alla donna: «Noi non crediamo più a motivo delle tue parole, ma perchè noi stessi lo abbiamo udito e riconosciamo che egli è veramente il salvatore del mondo».
In Galilea. – Guarisce il figlio d’un ufficiale del re.
43 Dopo due giorni partì e andò in Galilea.
44 Perchè Gesù stesso attestò che nessun profeta è onorato nella sua patria.
45 Giunto dunque nella Galilea, fu accolto dai Galilei avendo essi veduto quanto aveva fatto a Gerusalemme durante la festa, alla quale essi pure erano andati.
46 Ritornò adunque in Cana di Galilea, dove aveva cambiata l’acqua in vino. Ora a Cafarnao eravi un ufficiale del re, il cui figlio era ammalato.
47 Avendo sentito che Gesù dalla Giudea era venuto in Galilea, andò a lui e lo pregò che discendesse per guarirgli il figliuolo, il quale stava per morire.
48 Gesù gli disse: «Se voi non vedete dei segni e dei prodigi, non credete».
49 L’ufficiale del re gli rispose: «Signore, discendi, prima che il mio figlio muoia».
50 «Va’», gli disse Gesù «tuo figlio vive». E quell’uomo credette alla parola dettagli da Gesù e partì.
51 Mentre era in cammino fu incontrato dai servi e seppe che il suo figliuolo viveva.
52 Domandò loro quando avesse cominciato a star meglio ed essi gli risposero: «Ieri, alla settima ora la febbre lo lasciò».
53 Il padre riconobbe essere quella appunto l’ora nella quale Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui e tutta la sua famiglia.
54 Questo nuovo miracolo fu il secondo compiuto da Gesù, tornando dalla Giudea in Galilea.
Capitolo 5
La piscina probatica.
1 – Dopo ciò era la festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
2 Ora c’è a Gerusalemme la piscina probatica, chiamata in ebraico Betsaida, munita di cinque portici,
3 sotto i quali giaceva gran quantità di ammalati, ciechi, zoppi o paralitici, in attesa del movimento dell’acqua;
4 poichè l’angelo del Signore discendeva di tempo in tempo, nella piscina e l’acqua si agitava: allora il primo che s’immergeva, dopo il movimento dell’acqua, veniva guarito da qualsiasi infermità che avesse.
5 Era colà un uomo infermo di trentotto anni.
6 Gesù, che lo aveva visto giacere colà, sapendo che già da molto tempo vi si trovava, gli disse: «Vuoi essere guarito?».
7 L’ammalato rispose: «Signore, io non ho un uomo che m’immerga nella piscina al primo moto dell’acqua, e mentre io vado, un altro vi discende prima di me».
8 Gesù gli disse: «Levati, prendi il tuo giaciglio e cammina».
9 E in quel medesimo istante l’uomo si trovò guarito, e, preso il giaciglio, se ne andò.
Le accuse dei Giudei e risposta di Gesù.
Era quello un giorno di sabato,
10 e perciò i Giudei all’uomo guarito dissero: «È sabato e non ti è permesso portar via il tuo giaciglio».
11 A cui rispose: «Chi mi ha guarito m’ha detto: – Prendi il tuo giaciglio e cammina – ».
12 Gli domandarono: «Chi è l’uomo che ti ha detto: – Prendi il tuo giaciglio e cammina? – ».
13 Ma il risanato non sapeva chi fosse, perchè Gesù s’era allontanato dalla folla, raccolta colà.
14 Più tardi Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Eccoti guarito; non peccare più affinchè non t’avvenga di peggio».
15 L’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che chi l’aveva guarito era Gesù.
16 E poichè i Giudei perseguitavano Gesù perchè faceva tali cose di sabato,
17 egli disse loro: «Il Padre mio opera fino al presente ed io lavoro come lui».
18 Tanto più quindi i Giudei cercavano di farlo morire, perchè, non solo violava il sabato, ma anche chiamava Dio suo padre e si faceva uguale a Dio. Presa dunque la parola, Gesù disse loro:
19 «In verità, in verità vi dico: Il Figliuolo non può fare nulla da sè, ma solo quello che vede fare dal Padre, lo fa parimenti il Figlio.
20 Perchè il Padre ama il Figlio e gli mostra quanto egli fa; e gli mostrerà delle opere ancora più grandi di queste, e voi ne resterete meravigliati.
21 Infatti come il Padre risuscita i morti e dona la vita, così anche il Figlio darà la vita a chi vuole.
22 Perchè il Padre non giudica alcuno, ma ha rimesso ogni giudizio nelle mani del Figliuolo,
23 affinchè tutti onorino il Figliuolo, come onorano il Padre. Chi non onora il Figliuolo, non onora neppure il Padre che l’ha mandato.
24 In verità, in verità vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede in Colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non è sottoposto a giudizio, ma passa da morte a vita.
25 In verità, in verità vi dico che l’ora viene, ed è questa, nella quale i morti intenderanno la voce del Figliuol di Dio, e quelli che l’avranno intesa, vivranno.
26 Perchè come il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figliuolo di averla in sè,
27 e gli ha dato il potere di giudicare, perchè è il Figliuol dell’uomo.
28 Non vi meravigliate di questo; perchè verrà il momento in cui tutti coloro che sono dei sepolcri, intenderanno la voce del Figlio di Dio:
29 e procederanno, quelli che avran fatto il bene, a resurrezione di vita, quelli invece che avran fatto il male, a resurrezione di giudizio.
30 Io non posso fare nulla da me. Come io intendo, giudico, e il mio giudizio è giusto, perchè io non cerco la mia volontà, ma la volontà di Chi mi ha mandato.
31 Se io rendo testimonianza a me stesso, la mia testimonianza non è vera;
32 ma v’è un altro che rende testimonianza a me, ed io so che la sua testimonianza è vera.
33 Avete mandato a interrogare Giovanni, ed egli ha reso testimonianza alla verità.
34 Io però non ricevo la testimonianza da un uomo, e vi dico questo per la vostra salute.
35 Egli è stato la lampada che arde e brilla, ma voi vi siete compiaciuti di godere per un po’ alla sua luce.
36 Io però ho una testimonianza maggiore di Giovanni, perchè le opere che il Padre mi ha dato da compiere, queste opere che io compio, testificano a mio riguardo che il Padre mi ha mandato.
37 E il Padre, che mi ha mandato, mi ha reso testimonianza; ma voi non avete mai intesa la voce, nè vista la faccia,
38 e non possedete la sua parola che rimanga in voi, perchè non credete a Colui che Egli ha inviato.
39 Voi scrutate le Scritture, perchè pensate di trovare in esse la vita eterna; ora esse rendono testimonianza a me,
40 eppure voi non volete venire a me per avere la vita!
41 Io non mi aspetto la gloria dagli uomini:
42 ma conosco che non avete dentro di voi l’amore di Dio.
43 Sono venuto in nome del Padre mio e voi non mi ricevete; se venisse un altro in nome proprio, voi lo ricevereste.
44 Ma come potete credere voi, che vi glorificate a vicenda, e non cercate la gloria che viene dal solo Dio?
45 Non pensate che io debba accusarvi davanti al Padre; vostro accusatore è lo stesso Mosè, nel quale riponete ogni speranza.
46 Poichè, se aveste creduto a Mosè, avreste creduto anche a me, poichè egli ha scritto di me.
47 Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».
Capitolo 6
La moltiplicazione dei pani.
1 – Dopo queste cose, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea ossia di Tiberiade.
2 E lo seguiva gran folla, perchè vedeva i miracoli che egli faceva sugl’infermi.
3 Gesù salì sul monte e quivi si pose a sedere coi suoi discepoli.
4 Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
5 Ora Gesù, alzando gli occhi e vedendo la gran moltitudine venuta a lui, disse a Filippo: «Dove compreremo tanto pane, da dar da mangiare a questa gente?».
6 Egli parlava così per metterlo alla prova, perchè sapeva quel che avrebbe fatto.
7 Filippo gli rispose: «Duecento danari di pane non basterebbero per dare a ciascuno una piccola porzione».
8 Uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro, osservò:
9 «Vi è qui un fanciullo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma cos’è mai questo per tanta gente?».
10 Gesù ordinò: «Fateli sedere». C’era molt’erba, in quel luogo. Si sedettero in numero di circa cinquemila.
11 Gesù prese pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì ai seduti; lo stesso fece dei pesci dandone quanto ne vollero.
12 Quando furono saziati disse ai discepoli: «Raccogliete gli avanzi perchè nulla si perda».
13 Essi li raccolsero e riempirono dodici canestri di frammenti avanzati a coloro che avevano mangiato di quei cinque pani d’orzo.
14 La folla visto Gesù far quel miracolo, diceva: «Questi è certamente il profeta che deve apparire sulla terra!».
15 Ma Gesù, sapendo che sarebbero venuti a rapirlo per farlo re, fuggì di nuovo solo sul monte.
Gesù cammina sull’acqua.
16 Quando venne la sera, i suoi discepoli scesero al mare
17 e, in barca, si dirigevano all’altra riva, verso Cafarnao. Si era già fatto buio e Gesù non li aveva raggiunti,
18 e poi soffiava un gran vento, il mare si agitava.
19 Dopo aver remato per circa venticinque o trenta stadi, visto Gesù camminare sul mare e accostarsi alla barca, ebbero paura.
20 Ma egli disse loro: «Sono io, non temete».
Gesù cammina sul mare
21 Vollero allora prenderlo nella barca e subito la barca toccò la terra a cui erano diretti.
Il pane di vita.
22 Il giorno dopo la folla, rimasta sull’altra riva del mare, aveva notato che vi era una sola barca e Gesù non era entrato in quella coi suoi discepoli, ma che questi erano partiti soli.
23 Sopraggiunsero poi altre barche da Tiberiade, presso al luogo dove avevano mangiato il pane, dopochè il Signore aveva reso grazie.
24 La turba dunque, quando vide che non c’erano nè Gesù nè i discepoli, entrò in quelle barche e andò a Cafarnao per cercare Gesù.
25 E avendolo poi trovato di là dal mare, gli domandarono: «Rabbi, quando sei venuto qua?».
26 Gesù rispose loro: «In verità, in verità vi dico che voi mi cercate non perchè avete visto dei prodigi, ma perchè avete mangiato dei pani e ne siete stati saziati.
27 Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che resta per la vita eterna e che vi somministrerà il Figliuol dell’uomo; poichè lui Dio Padre ha segnato del suo suggello».
28 Gli chiesero adunque: «Che cosa dobbiam fare per compiere le opere di Dio?».
29 Gesù rispose: «Questa è l’opera di Dio, che crediate in Colui che fu inviato».
30 Gli domandarono: «Qual segno ci dai dunque per vedere, e per credere in te? Quali sono le opere tue?
31 I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane venuto dal cielo” ».
32 Gesù rispose loro: «In verità, in verità vi dico: Mosè non vi ha dato il pane dal cielo: ma il Padre mio vi dà il vero pane dal cielo,
33 perchè pane di Dio è Colui che discende dal Cielo e dà la vita al mondo».
34 Essi gli dissero: «Signore, dacci sempre di questo pane».
35 Gesù rispose loro: «Io sono il pane di vita! Chi viene a me non avrà più fame, e chi crede in me non avrà più sete.
36 Ma io ve l’ho detto: voi avete veduto coi vostri occhi, eppure non credete.
37 Tutto ciò che il Padre mi dà, arriverà fino a me; e chi verrà a me, non sarà rigettato;
38 poichè io son disceso dal cielo per fare non la mia volontà, ma la volontà di chi mi ha inviato.
39 E questa è la volontà di chi mi ha inviato, del Padre, che io non perda nulla di quanto mi fu dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.
40 Perchè è volontà del Padre mio, che mi ha inviato che chiunque vede il Figliuolo e crede in lui, abbia la vita eterna, ed io lo risusciterò nell’ultimo giorno».
41 I Giudei dunque mormoravano di lui perchè aveva detto: «Io sono il pane vivo disceso dal cielo».
42 E andavano dicendo: «Non è forse costui Gesù, il figliuol di Giuseppe, di cui conosciamo il padre e la madre? Come mai può dire: – Io sono disceso dal cielo? -».
43 Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi.
44 Nessuno può venire a me se non vi è attratto dal Padre che mi ha inviato; ed io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
45 Sta scritto nei Profeti: “Ed essi saranno tutti ammaestrati da Dio”. Chiunque ha udito il Padre ed ha appreso, viene a me.
46 Nessuno ha veduto il Padre, se non Colui che è da Dio; egli ha veduto il Padre.
47 In verità, in verità vi dico: Chi crede in me ha la vita eterna.
48 Io sono il pane di vita.
49 I vostri padri mangiarono la manna nel deserto e morirono.
50 Questo è il pane disceso dal cielo, affinchè chi ne mangia non muoia.
51 Io sono il pane vivo, che discesi dal cielo.
52 Se alcuno mangerà di questo pane, vivrà eternamente, e il pane che darò è la mia carne per la vita del mondo».
53 I Giudei pertanto questionarono tra loro dicendo: «Come mai costui può darci da mangiare la sua carne?».
54 Gesù rispose loro: «In verità, in verità vi dico: Se non mangerete la carne del Figliuol dell’uomo e non berrete il suo sangue, non avrete la vita in voi.
55 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna, ed io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
56 Perchè la mia carne è veramente cibo ed il mio sangue è veramente bevanda.
57 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me ed io in lui.
58 Come il Padre, che vive, ha inviato me, ed io vivo per il Padre, così chi mangia me, vivrà per me.
59 Questo è il pane disceso dal cielo; non come i vostri padri, che mangiarono la manna e morirono: chi mangia questo pane vivrà in eterno».
60 Gesù disse queste cose insegnando nella sinagoga di Cafarnao.
Dubbi e diserzioni.
61 Molti de’ suoi discepoli, che l’avevano ascoltato, dissero: «Questo linguaggio è duro, e chi mai può ascoltarlo?».
62 Gesù conoscendo dentro di sè che i discepoli mormoravano su ciò, disse loro: «Questo vi scandalizza?
63 E quando vedrete il Figliuol dell’uomo ritornarsene colà dov’era prima?
64 È lo spirito che vigila; la carne non serve a nulla. Le parole che vi rivolgo sono spirito e vita.
65 Ma vi sono tra voi alcuni che non credono». In verità Gesù sapeva, fin dal principio, chi erano coloro che non credevano, e chi era colui che lo avrebbe tradito.
66 E soggiunse: «Perciò vi dissi che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio».
67 Da allora parecchi de’ suoi discepoli si ritrassero e non andarono più con lui.
68 Perciò Gesù disse ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?».
69 Ma Simon Pietro gli rispose: «Signore, e a chi ce ne andremo? Tu solo hai parole di vita eterna.
70 Noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Cristo Figlio di Dio».
71 Gesù rispose: «Non fui io a eleggere voi dodici? Eppure uno di voi è diavolo».
72 Egli diceva di Giuda, figlio di Simone Iscariote, il quale lo avrebbe tradito, pur essendo dei Dodici.
Capitolo 7
Gesù alla festa dei Tabernacoli.
1 – Dopo ciò Gesù percorreva la Galilea, non volendo andare in Giudea, perchè i Giudei lo cercavano per ucciderlo.
2 Era imminente una festa dei Giudei, i Tabernacoli,
3 e i suoi fratelli gli dissero: «Pàrtiti di qua e va’ in Giudea, affinchè anche i tuoi discepoli vedano le opere che fai.
4 Nessuno fa alcunchè di nascosto, quando vuole esser conosciuto in pubblico. Se tanto fai, mostrati al mondo».
5 Poichè neppure i suoi fratelli credevano in lui.
6 Gesù disse loro: «Il mio momento non è ancora venuto; per voi invece ogni momento è buono.
7 Il mondo non può odiare voi; ma odia me, perchè io attesto che le sue opere sono malvage.
8 Andate voi a questa festa; per adesso, io non ci vado, non essendo ancora compiuto il mio tempo».
9 Ciò detto, rimase in Galilea;
10 ma quando i suoi fratello furono partiti, andò egli pure alla festa, non pubblicamente, ma quasi di nascosto.
Gesù proclama la sua missione divina.
11 I Giudei intanto lo cercavano durante la festa e si domandavano: «Dov’è egli?».
12 E vi era un gran mormorare di lui fra le turbe. Gli uni dicevano: «È buono»; altri dicevano: «No, ma seduce il popolo».
13 Tuttavia nessuno osava parlare di lui apertamente, per paura dei Giudei.
14 Quando si fu già a metà della festa, Gesù salì al tempio e insegnava.
15 E i Giudei restarono meravigliati e dicevano: «Come mai costui sa di lettere, se non ha mai studiato?».
16 Gesù rispose loro: «La mia dottrina non è mia, ma di Colui che mi ha mandato.
17 Se uno vuol fare la volontà di lui, conoscerà se questo insegnamento viene da Dio o se io parlo da me stesso.
18 Chi parla da se stesso, cerca la propria gloria; invece chi cerca la gloria di chi l’ha mandato è verace e non vi è in lui ingiustizia.
19 Mosè non vi ha dato la legge? Eppure nessuno di voi osserva la legge.
20 Perchè cercate di uccidermi?». La moltitudine rispose: «Tu hai un demonio. Chi cerca di ucciderti?».
21 Gesù replicò loro: «Io ho fatto un’opera sola, e tutti vi mostrate pieni di meraviglia.
22 Mosè vi ha dato la circoncisione – benchè essa venga dai padri, non da Mosè – e voi circoncidete un uomo di sabato.
23 Se l’uomo viene circonciso di sabato per non violare la legge di Mosè, come vi sdegnate contro di me, perchè di sabato ho guarito tutto intero un uomo?
24 Non giudicate secondo le apparenze, ma giudicate con retto giudizio».
25 Alcuni dei Gerosolimitani dicevano: «Non è costui che cercano di uccidere?
26 Ed eccolo invece parlare pubblicamente, e non gli dicono nulla. Hanno forse i capi veramente riconosciuto esser lui il Cristo?
27 Ma noi sappiamo donde venga quest’uomo, mentre quando il Cristo verrà, nessuno saprà donde sia».
28 Gesù, insegnando nel tempio, disse ad alta voce: «Dunque voi mi conoscete, e sapete donde io sia? Eppure non sono venuto da me medesimo, ma è veritiero chi mi ha mandato, e voi non lo conoscete.
29 Io lo conosco, perchè io sono da lui ed egli m’ha mandato».
30 Perciò cercavano di prenderlo; ma nessuno gli mise le mani addosso, perchè la sua ora non era ancora venuta.
31 Molti però della folla credettero in lui e dicevano: «Quando il Cristo verrà, farà forse più prodigi di quelli che fa costui?».
32 I Farisei sentirono che il popolo bisbigliava ciò su di lui; e i Farisei e i capi mandarono guardie a pigliarlo.
33 Disse dunque Gesù: «Per poco tempo sono ancora con voi, e me ne ritorno a Colui che mi ha inviato.
34 Voi mi cercherete e non mi troverete, e non potrete venire dove io sarò».
35 Dicevano perciò tra loro i Giudei: «Dove mai andrà, se noi non dobbiamo più ritrovarlo? Che se ne vada forse ai dispersi tra i Gentili ad ammaestrare i Gentili?
36 Che significa ciò che ha detto: – Voi mi cercherete e non mi troverete, e non potrete venire dove io sarò? -».
Gesù rivela lo Spirito Santo.
37 Nell’ultimo gran giorno della festa, Gesù levatosi in piedi, diceva ad alta voce: «Chi ha sete, venga a me e beva.
38 A chi crede in me, come dice la Scrittura, sgorgheranno dal ventre torrenti d’acqua viva».
39 Ciò egli disse dello Spirito che dovevano ricevere i credenti in lui, non essendo ancora dato lo Spirito, perchè Gesù non era ancora stato glorificato.
Diverse opinioni dei Giudei.
40 Perciò taluni di quella turba, udite queste sue parole, dicevano: «Costui è veramente il Profeta!».
41 Altri dicevano: «Egli è il Cristo». Ed altri invece dicevano: «Forsechè il Cristo verrà dalla Galilea?
42 Non ha forse detto la Scrittura che il Cristo deve venire dalla progenie di David e dal villaggio di Betleem, ov’era David?».
43 E così nacque dissenso tra la folla a motivo di lui.
44 E alcuni di essi volevano pigliarlo; ma nessuno gli mise le mani addosso.
45 Le guardie tornarono ai pontefici ed ai Farisei, che dissero loro: «Perchè non l’avete condotto?».
46 Le guardie risposero: «Nessun uomo ha parlato come quest’uomo».
47 I Farisei risposero loro: «Siete stati forse sedotti anche voi?
48 Vi è forse un solo dei capi oppure dei Farisei che abbia creduto in lui?
49 Ma questa turba, che non sa la legge, è maledetta».
50 Nicodemo, uno dei loro, quello stesso ch’era già venuto da Gesù, disse loro:
51 «La nostra legge giudica forse un uomo senza prima ascoltarlo e sapere ciò che fa?».
52 Gli risposero: «Sei forse anche tu un Galileo? Scruta le Scritture e vedrai che un profeta non può venire dalla Galilea».
53 E ciascuno tornò a casa sua.
Capitolo 8
L’adultera.
1 – Gesù poi se n’andò sul monte degli Ulivi;
2 e all’alba ritornò nel tempio e tutto il popolo accorse a lui, che seduto lo ammaestrava.
3 Ora gli Scribi e i Farisei gli condussero una donna, sorpresa in adulterio; e messala in mezzo,
4 gli dissero: «Maestro, questa donna è stata or ora sorpresa in adulterio.
5 Ora Mosè nella Legge ci ha comandato di lapidare tali persone; tu che dici?».
6 Essi dicevano ciò per cimentarlo, onde poterlo accusare. Ma Gesù si chinò e col dito si pose a scrivere in terra.
Gesù e l’adultera
7 Siccome insistevano nell’interrogarlo, si levò su e disse loro: «Chi tra voi è senza peccato, getti per primi contro di lei la pietra»;
8 poi si chinò di nuovo e scriveva in terra.
9 Ma coloro, udito ciò, se ne andarono, un dopo l’altro, cominciando dai più vecchi, in modo che Gesù rimase solo con la donna, ritta in mezzo.
10 Gesù, alzatosi, le domandò: «Donna, dove sono i tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannato?».
11 Ed ella disse: «Nessuno, Signore». «Ebbene», soggiunse Gesù «neppure io ti condanno; va’ e non voler più peccare».
Gesù parla della sua missione divina.
12 Gesù di nuovo parlò a quelli, dicendo: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce di vita».
13 Allora i Farisei gli dissero: «Tu ti rendi testimonianza da te medesimo, ma la tua testimonianza non è veritiera».
14 Gesù rispose loro: «Benchè io mi renda testimonianza da me, la mia testimonianza è veritiera, perchè so donde sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete nè donde vengo nè dove vado.
15 Voi giudicate secondo la carne, ma io non giudico nessuno.
16 E se io giudico, il mio giudizio è vero, perchè io non sono solo; ma sono io ed il Padre che mi ha mandato.
17 Anche nella vostra legge sta scritto che la “testimonianza di due uomini è degna di fede”.
18 Ora io rendo testimonianza di me stesso e rende testimonianza di me anche il Padre che mi ha mandato».
19 Gli domandarono: «Dov’è il Padre tuo?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete nè me, nè il Padre; se conosceste me, conoscereste forse anche il Padre mio».
20 Queste parole disse Gesù nel gazofilacio, insegnando nel tempio; e nessuno lo prese perchè non era ancora venuta l’ora sua.
21 Gesù disse loro di nuovo: «Io me ne vado e voi mi cercherete, e morrete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire».
22 I Giudei perciò cominciarono a dire: «Che voglia forse uccidersi, poichè dice: – Dove vado io, voi non potete venire? -».
23 Ed egli soggiunse loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo.
24 Perciò vi ho detto che morirete nei vostri peccati, perchè se non credete che sono io, morirete nei vostri peccati».
25 Gli domandarono allora: «E tu chi sei?». Gesù rispose loro: «Il principio che vi parlo.
26 A vostro riguardo ho molte cose da dire e da giudicare, ma Colui che mi mandò è verace e ciò che io ho udito da lui, lo dico al mondo».
27 Essi non capirono che egli chiamava suo Padre Dio.
28 Gesù dunque disse loro: «Quando avrete inalzato il Figliuol dell’uomo, allora conoscerete che sono io, e non faccio nulla da me, ma parlo sempre in conformità a quanto mi ha insegnato il Padre mio;
29 e chi mi ha mandato è con me e non mi ha lasciato solo, perchè faccio sempre quanto piace a lui».
30 Mentre parlava così, molti credettero in lui;
31 e Gesù prese a dire ai Giudei che avevano creduto in lui: «Se rimarrete nella mia parola, sarete veramente miei discepoli,
32 conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».
Gesù ribatte la vanagloria dei Giudei.
33 Gli replicarono: «Noi siamo della stirpe di Abramo e non fummo mai schiavi di nessuno; come dunque dici: – Diverrete liberi? -».
34 Rispose Gesù: «In verità, in verità vi dico: Chi commette il peccato è schiavo del peccato.
35 Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio invece vi resta per sempre.
36 Se dunque il Figliuolo vi avrà liberati, sarete veramente liberi.
37 So che siete figli di Abramo; ma voi cercate di uccidermi, perchè la mia parola non penetra in voi.
38 Io dico quello che ho veduto presso il Padre mio; e voi pure fate quello che avete veduto presso il padre vostro».
39 Gli replicarono: «Il nostro padre è Abramo». Soggiunse Gesù: «Se siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo.
40 Invece voi ora cercate di uccidere me, che vi ho detto la verità, che udii da Dio. Abramo non fece così.
41 Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero: «Non siamo nati da fornicazione! Abbiamo un solo Padre, Dio».
42 E Gesù a loro: «Se Dio fosse vostro Padre, amereste anche me, perchè io procedetti e venni da Dio; non sono infatti venuto da me, ma Egli mi ha inviato.
43 Perchè non comprendete il mio linguaggio? Perchè non potete ascoltare la mia parola.
44 Voi avete per padre il diavolo, e volete soddisfare i desiderii del padre vostro. Egli era omicida fin da principio, e non perseverò nella verità, perchè la verità non è in lui. Quando dice la menzogna, parla del suo, perchè è bugiardo e padre di quella.
45 Se io quindi dico la verità, voi non mi credete.
46 Chi di voi mi convincerà di peccato? Se io dico la verità, perchè non mi volete credere?
47 Chi è da Dio ascolta le parole di Dio, ecco perchè voi non le ascoltate: perchè non siete da Dio».
48 I Giudei replicarono: «Non abbiamo noi ragione di dire che sei un Samaritano, e hai un demonio?».
49 Rispose Gesù: «Io non ho un demonio, ma onoro il Padre mio e voi mi vituperate.
50 Però io non cerco la mia gloria; v’è chi la cerca e giudica.
51 In verità, in verità vi dico che se alcuno custodirà la mia parola non vedrà la morte in eterno».
52 Gli dissero i Giudei: «Ora conosciamo bene che hai un demonio. Abramo è morto, come pure i profeti, e tu dici: – Chi custodirà le mie parole non gusterà la morte in eterno. –
53 Sei tu da più del padre nostro Abramo, il quale è morto, come son morti anche i profeti? Chi pretendi di essere?».
54 Gesù rispose: «Se io glorifico me stesso, la mia gloria è vana; ma è il Padre mio che mi glorifica, quegli che voi chiamate vostro Dio;
55 ma voi non lo conoscete, mentre io lo conosco, e se dicessi che non lo conosco, sarei bugiardo come voi, mentre lo conosco e ne osservo la parola.
56 Abramo, vostro padre, esultò per vedere il mio giorno: lo vide e si rallegrò».
57 I Giudei allora gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai veduto Abramo?».
58 Gesù rispose loro: «In verità, in verità vi dico: Prima che Abramo nascesse, io sono».
59 Allora presero delle pietre per scagliargliele contro; ma Gesù si nascose ed uscì dal tempio.
Capitolo 9
Guarigione del cieco nato.
1 – Passando, Gesù vide un uomo, cieco fin dalla nascita.
2 I discepoli gli domandarono: «Rabbi, perchè costui nascesse cieco, chi ha peccato, egli o i suoi genitori?».
3 Gesù rispose: «Nè egli nè i suoi genitori hanno peccato; bensì affinchè si manifestassero in lui le opere di Dio.
4 Bisogna che io compia le opere di Colui che mi ha mandato, finchè è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può operare.
5 Mentre sono nel mondo, sono la luce del mondo».
6 Detto questo, sputò in terra, fece con lo sputo del fango, spalmò il fango sugli occhi di quello,
7 e gli disse: «Va’ a lavarti alla piscina di Siloe» (che vuol dire: “Inviato”). Egli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
8 I vicini dunque e quelli che l’avevano veduto prima, giacchè faceva il mendicante, dicevano: «Non è costui l’uomo che stava seduto a mendicare?». Gli uni rispondevano: «È lui»,
9 altri invece: «No, ma è uno che gli rassomiglia». Ed egli diceva: «Io son quello».
10 Allora gli domandarono: «Come mai ti sono stati aperti gli occhi?».
11 Rispose: «Quell’uomo che si chiama Gesù, fece del fango, lo stese sui miei occhi e mi ha detto: – Va’ a lavarti alla piscina di Siloe. – Vi andai, dunque, mi lavai e adesso ci vedo».
12 Ed essi gli chiesero: «Dov’è colui?». Ed egli rispose: «Non so».
13 Condussero allora dai Farisei colui che era stato cieco.
14 Era infatti un giorno di sabato quello in cui Gesù fece del fango e gli aprì gli occhi.
15 I Farisei dunque domandarono di nuovo come ci vedesse. Ed egli rispose loro: «Mi ha posto del fango sugli occhi, mi son lavato e ci vedo».
16 Dissero perciò alcuni Farisei: «Non può venir da Dio quest’uomo che non osserva il sabato». Altri osservarono: «Come mai può un peccatore compiere simili prodigi?». E v’era divisione tra loro.
17 Interrogarono un’altra volta il cieco: «Tu che dici di quest’uomo che ti ha aperto gli occhi?». E quello rispose: «Che è un profeta».
18 I Giudei però non credettero che egli fosse stato cieco e avesse acquistato la vista, finchè non ebbero chiamati i genitori di questo tale che adesso ci vedeva;
19 ai quali domandarono: «È questo il vostro figlio che voi dite nato cieco? In qual modo ora ci vede?».
20 I genitori risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio, e che è nato cieco;
21 come ora ci veda non sappiamo, e non sappiamo neppure chi gli abbia aperti gli occhi. Interrogate lui; ha l’età, ed egli parli di se stesso».
22 Così dissero i suoi genitori, perchè avevano paura dei Giudei. I Giudei infatti si erano accordati che chiunque avesse riconosciuto [Gesù] per il Cristo fosse scacciato dalla sinagoga.
23 Per questo i genitori del cieco risposero: «Ha l’età, interrogate lui».
24 Chiamarono quindi novamente l’uomo, già cieco, e gli dissero: «Dà gloria a Dio; noi sappiamo che costui è un peccatore».
25 Egli rispose: «Io non so se egli sia un peccatore; una cosa sola so, che prima io ero cieco e ora ci vedo».
26 Gli domandarono ancora: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?».
27 Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non mi avete ascoltato; che cosa volete sapere di più? Forse volete anche voi diventargli discepoli?».
28 Ma essi lo ingiuriarono, dicendo: «Sii tu discepolo di costui; quanto a noi siamo discepoli di Mosè.
29 Noi sappiamo che Dio ha parlato a Mosè, mentre costui non sappiamo donde sia».
30 Allora l’uomo riprese e disse loro: «E questo appunto è mirabile, che voi non sapete donde sia, eppure mi ha aperto gli occhi.
31 Sappiamo bene che Dio non esaudisce i malvagi; ma se uno ha il timore di Dio e ne eseguisce la volontà, Egli lo ascolta.
32 Da che mondo è mondo non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato.
33 Certamente se costui non fosse da Dio, non avrebbe potuto farlo».
34 Gli risposero: «Sei nato pieno di peccati e pretendi insegnare a noi?». E lo scacciarono fuori.
35 Gesù seppe che l’avevano scacciato fuori, e incontratolo, gli disse: «Credi tu nel Figliuol di Dio?».
36 Egli rispose: «Chi è, Signore, perchè io creda a lui?».
37 Gesù soggiunse: «Tu l’ha visto, e chi parla con te è quello».
38 Egli allora replicò: «Signore, io credo». E si prostrò innanzi a lui e lo adorò.
39 Gesù disse: «Io sono venuto nel mondo per compiere un giudizio, affinchè quei che non vedono veggano, e quelli che vedono diventino ciechi».
40 Alcuni Farisei, ch’erano con lui, avendo udito quelle parole, gli dissero: «Siamo forse ciechi anche noi?».
41 Rispose loro Gesù: «Se foste ciechi non avreste alcun peccato; ma voi affermate di vedere e perciò il vostro peccato perdura.
Capitolo 10
Il buon pastore.
1 – In verità, in verità vi dico: Chi non entra per la porta nell’ovile del gregge, ma vi sale per un’altra parte, è un ladro e brigante.
2 Invece chi entra per la porta è il pastore delle pecore.
3 A lui apre il portiere e le pecore ne ascoltano la voce, ed egli le chiama per nome e le mena fuori.
4 E quando ha fatto uscire tutte le pecore, cammina loro innanzi e le pecore lo seguono, perchè ne conoscon la voce,
5 mentre non vanno dietro a a un estraneo; anzi lo fuggono, non riconoscendo la voce degli estranei».
6 Gesù portò loro questa similitudine: ma essi non compresero di che cosa parlasse.
7 Gesù dunque disse loro di nuovo: «In verità, in verità vi dico: Io sono la porta delle pecore.
8 Tutti quelli che son venuti, sono ladri e malandrini; ma le pecore non li hanno ascoltati.
9 Io sono la porta. Chi entrerà per me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascoli.
10 Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere. Io sono venuto perchè abbiano la vita e l’abbiano più abbondantemente.
11 Io sono il buon Pastore. Il buon pastore dà la vita per le sue pecore;
12 laddove il mercenario e chi non è pastore o al quale non appartengono le pecore, quando vede venire il lupo, abbandona le pecore e scappa; e il lupo le afferra e le disperde.
13 Il mercenario scappa, perchè è mercenario e non gl’importa delle pecore.
14 Io sono il buon Pastore e conosco le mie e le mie conoscono me,
15 come il Padre conosce me ed io conosco il Padre; e per le mie pecore dò anche la vita.
16 Ho altre pecore, che non sono di questo ovile; anche quelle bisogna che io conduca; e daranno ascolto alla mia voce e si farà un solo ovile e un solo Pastore.
17 Per questo mi ama il Padre, perchè io dò la mia vita per riprenderla poi.
18 Nessuno me la toglie, ma io la dò da me stesso; ho il potere di darla ed il potere di riprenderla. Questo è il comando datomi dal Padre».
19 Nacque di nuovo un dissenso tra i Giudei per quelle parole.
20 E molti di loro dicevano: «Ha un demonio, ed è pazzo! Perchè state ad ascoltarlo?»,
21 altri dicevano: «Queste non sono parole di chi ha un demonio; può forse il demonio aprire gli occhi ai ciechi?».
Gesù alla festa della Dedicazione.
22 Si celebrò a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d’inverno;
23 e Gesù passeggiava nel tempio sotto il portico di Salomone.
24 I Giudei gli si fecero d’attorno e gli chiesero: «Fino a quando terrai sospeso l’animo nostro? Se tu sei il Cristo, dillo a noi chiaramente».
25 Gesù rispose loro: «Ve lo dico e voi non credete; le opere che faccio in nome del Padre mio rendono testimonianza di me.
26 Ma voi non credete, perchè non siete delle mie pecorelle.
27 Le mie pecorelle ascoltano la mia voce; io le conosco ed esse mi seguono e
28 io dò loro la vita eterna; esse non periranno in eterno e nessuno me le strapperà di mano.
29 Ciò che il Padre mio mi ha dato, è da più di ogni cosa, e nessuno può rapirlo dalle mani del Padre mio.
30 Io ed il Padre siamo uno».
Ostilità dei Giudei.
31 I Giudei presero allora delle pietre per lapidarlo.
32 Gesù disse loro: «Io vi ho fatto vedere molte opere buone del Padre mio; per quale di queste opere mi volere lapidare?».
33 I Giudei risposero: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per la bestemmia e perchè, essendo tu un uomo, ti fai Dio».
34 Gesù replicò loro: «Non è forse scritto nella vostra legge: “Io ho detto: – Voi siete dèi -“?
35 Ora se essa chiama dèi coloro ai quali la parola di Dio è stata diretta, – e la Scrittura non può essere annullata, –
36 a quello, che il Padre santificò e inviò nel mondo, voi dite – Bestemmi! – perchè ho detto: – Sono Figlio di Dio? –
37 Se non faccio le opere del Padre mio, non credete in me,
38 ma se le faccio e non volete credere a me, credete alle opere, affinchè sappiate e riconosciate che il Padre è in me e io sono nel Padre».
39 Essi cercavano ancora d’impadronirsi di lui; ma uscì loro di mano,
40 e se n’andò di nuovo oltre il Giordano, nel luogo dove prima Giovanni stava a battezzare; e quivi si fermò.
41 E molti vennero a lui e dicevano: «Giovanni non fece alcun prodigio.
42 Ma quanto Giovanni ha detto di costui, era vero». E molti credettero in lui.
Capitolo 11
La resurrezione di Lazzaro.
1 – Era ammalato un certo Lazzaro di Betania, il villaggio di Maria e Marta sorella di lei.
2 (Maria era colei che unse d’unguento il Signore e gli asciugò i piedi coi suoi capelli, e Lazzaro, suo fratello, era malato).
3 Le sue sorelle dunque mandarono a dirgli: «Signore, colui che tu ami, è ammalato».
4 Gesù, udito ciò, rispose: «Questa malattia non è mortale, ma per la gloria di Dio, affinchè per essa sia glorificato il Figliuol di Dio».
5 Gesù poi voleva bene a Marta, alla sorella di lei Maria e a Lazzaro.
6 Com’ebbe sentito ch’egli era ammalato, si trattenne ancora due giorni nello stesso luogo.
7 Poi disse ai discepoli: «Torniamo in Giudea».
8 I discepoli gli dissero: «Rabbi, i Giudei cercavano or ora di lapidarti e tu vuoi tornare di nuovo colà?».
9 Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perchè egli vede la luce di questo mondo;
10 ma se uno cammina di notte inciampa, perchè gli manca la luce».
11 Egli parlò così, poi soggiunse: «Il nostro amico Lazzaro dorme, ma vado a svegliarlo».
12 Allora i suoi discepoli dissero: «Signore, se dorme, guarirà».
13 Ora Gesù aveva parlato della morte di lui, mentre essi avevano creduto che parlasse del riposo del sonno.
14 Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto,
15 ed io mi rallegro per voi di non essere stato là, affinchè crediate; ma andiamo da lui».
16 A questa parola Tommaso, chiamato Didimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi e moriamo con lui».
17 Gesù dunque arrivò e trovò Lazzaro già da quattro giorni nella tomba.
18 Betania distava da Gerusalemme circa quindi stadii;
19 molti Giudei erano venuti da Marta e da Maria per consolarle del loro fratello.
20 Marta, appena seppe della venuta di Gesù, gli andò incontro, mentre Maria se ne stava in casa.
21 Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto;
22 ma ora so che tutto quello che tu domanderai a Dio, Dio te lo concederà».
23 Gesù disse: «Tuo fratello risorgerà».
24 Marta rispose: «So che risusciterà nella resurrezione all’ultimo giorno».
25 Gesù soggiunse: «Io sono la resurrezione e la vita; chi crede in me quand’anche fosse morto vivrà,
26 e chi vive e crede in me non morrà in eterno. Credi tu questo?».
27 Ella rispose: «Sì, Signore, ho sempre creduto che tu sei il Cristo, il Figliuolo di Dio, che sei venuto in questo mondo».
28 Detto questo, se ne andò a chiamare Maria, sua sorella, dicendole piano: «Il Maestro è qua e ti chiama».
29 Non appena ebbe udito, ella si levò e andò a lui,
30 che non era ancora entrato nel villaggio, ma stava tuttora nel luogo dove Marta l’aveva incontrato.
31 I Giudei poi, che erano con essa in casa e la confortavano, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, dicendo: «Va’ al sepolcro a piangere».
32 Maria, giunta al luogo dov’era Gesù, al vederlo, si gettò ai suoi piedi e gli disse: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!».
33 Gesù vedendo lei piangere e con lei piangere anche i Giudei che l’accompagnavano, fremette in ispirito e si turbò.
34 Poi domandò: «Dove l’avete posto?». Gli risposero: «Signore, vieni e vedi».
35 E Gesù pianse.
36 Allora i Giudei dissero: «Guarda, quanto l’amava!».
37 Ma alcuni di loro soggiungevano: «Non poteva costui che aprì gli occhi al cieco nato, fare che questo non morisse?».
38 Allora Gesù, fremendo di nuovo in se stesso, venne al sepolcro, ch’era una grotta con una pietra sovrapposta ad essa.
39 Gesù disse: «Togliete la pietra!». E a Marta, la sorella del morto, che gli osservava: «Signore, già puzza, perchè da quattro giorni è lì»,
40 Gesù rispose: «Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?».
41 Tolsero dunque la pietra, e Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, ti ringrazio d’avermi ascoltato.
42 Io sapevo che tu mi ascolti sempre, ma l’ho detto per il popolo che mi circonda, affinchè creda che tu mi hai mandato».
43 E detto questo con gran voce esclamò: «Lazzaro, vieni fuori!».
La resurrezione di Lazzaro
44 E il morto uscì; coi piedi e le mani legate da fasce ed il viso coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Slegatelo e lasciatelo andare».
45 Così molti Giudei, venuti da Maria e da Marta, avendo veduto quanto aveva fatto Gesù, credettero in lui.
46 Ma alcuni di loro andarono dai Farisei e raccontarono quel che Gesù aveva fatto.
Il Sinedrio contro Gesù.
47 I pontefici e i Farisei radunarono pertanto il Sinedrio, e dicevano: «Che facciamo? Quest’uomo opera molti miracoli.
48 Se lo lasciamo fare tutti crederanno in lui, e verranno i Romani e distruggeranno la nostra città e la nostra nazione».
49 Allora uno di essi, di nome Caifa, che in quell’anno era sommo sacerdote, disse loro: «Voi non capite nulla
50 e non riflettete che val meglio che per il popolo muoia un solo uomo, e non perisca l’intera nazione».
51 Egli disse ciò non da se stesso, ma perchè essendo in quell’anno sommo sacerdote, profetò che Gesù doveva morire per la nazione;
52 e non soltanto per la nazione, ma anche per raccogliere insieme i figliuoli di Dio dispersi.
53 Così da quel giorno deliberarono d’ucciderlo.
Gesù si ritira da Gerusalemme.
54 Perciò Gesù oramai non s’intratteneva in pubblico presso i Giudei; bensì se ne andò nella regione vicina al deserto, in una città di nome Efrem, dove soggiornò coi suoi discepoli.
55 S’avvicinava frattanto la Pasqua dei Giudei, e molti di quella regione andarono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi.
56 E cercavano di Gesù, e stando nel tempio si domandavano a vicenda: «Che ne dite? Verrà egli alla festa?».
57 Intanto i Pontefici e i Farisei avevano dato ordine che, se qualcuno sapeva dove fosse, lo riferisse, affinchè lo si potesse prendere.
Capitolo 12
La cena di Betania.
1 – Sei giorni prima di Pasqua Gesù venne a Betania, dov’era Lazzaro, il morto da lui risuscitato.
2 E quivi gli fecero una cena; Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali.
3 Maria poi prese una libbra d’unguento di nardo di gran valore, e ne unse i piedi di Gesù e glieli asciugò coi suoi capelli; e la casa fu ripiena dell’odore dell’unguento.
4 Allora uno dei suoi discepoli, Giuda Iscariote, il quale doveva tradirlo, disse:
5 «Perchè non si è venduto quest’unguento per trecento danari, e non lo si è dato ai poveri?».
6 Egli poi disse ciò non perchè si curasse dei poveri; ma perchè era ladro e, siccome teneva la borsa, asportava ciò che vi si metteva.
7 Gesù però gli disse: «Lasciala stare; ella ha serbato questo profumo per il giorno della mia sepoltura,
8 poichè i poveri li avete sempre con voi, ma non sempre avrete me».
9 Pertanto un gran numero di Giudei seppe che Gesù era colà, e vennero non solo per Gesù, ma anche per veder Lazzaro da lui risuscitato dai morti.
10 Ma i capi dei sacerdoti deliberarono di far morire anche Lazzaro,
11 perchè per causa sua, molti se ne partivano da loro e credevano in Gesù.
Ingresso in Gerusalemme.
12 Il giorno seguente la gran folla, accorsa alla festa, saputo che Gesù veniva a Gerusalemme,
13 prese dei rami di palme e uscì a incontrarlo, gridando: «Osanna! Benedetto Colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!».
14 E Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, secondo quanto sta scritto:
15 «Non temere, o figliuola di Sion! Ecco il tuo re che viene, seduto sopra un puledro d’asina».
16 I suoi discepoli non compresero dapprima queste cose; ma quando Gesù fu glorificato, allora si rammentarono che quelle cose erano per lui state scritte e che quelle avevano essi compiute in lui.
17 La folla poi, che era con lui quando evocò Lazzaro dalla tomba e lo risuscitò dai morti, gli rendeva testimonianza;
18 e la folla gli era andata incontro, perchè aveva sentito aver egli fatto questo miracolo.
19 Perciò i Farisei dissero tra loro: «Vedete che non approdiamo a nulla? Ecco che il mondo intero va a lui!».
Omaggio di Gentili.
20 Ora tra quelli che erano saliti alla festa per adorare vi erano dei Gentili,
21 i quali, accostatisi a Filippo, che era di Betsaida in Galilea, lo pregavano dicendo: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
22 Filippo ne parlò ad Andrea, e Andrea e Filippo lo dissero a Gesù.
23 Gesù rispose loro: «È venuta l’ora, nella quale il Figliuol dell’uomo sarà glorificato.
24 In verità, in verità vi dico che se il grano di frumento, caduto in terra, non muore, resta solo; ma se muore, produce molto frutto.
25 Chi ama la propria vita, la perderà, e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.
26 Chi mi vuol servire, mi segua; perchè dove sarò io, quivi sarà anche il mio servo. E chi servirà me, sarà glorificato dal Padre mio.
27 Ora l’anima mia è turbata. E che dirò io? Padre, liberami da quest’ora. Ma io sono venuto appunto per quest’ora.
28 Padre, glorifica il tuo nome!». E dal cielo venne una voce: «L’ho glorificato e ancora lo glorificherò».
29 Ora la folla, ch’era presente e aveva sentito la voce, diceva esser stato un tuono, mentre altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato».
30 Gesù ripigliò a dire: «Questa voce è venuta non per me, ma per voi.
31 Adesso si fa il giudizio del mondo; adesso il principe di questo mondo sarà cacciato fuori.
32 Ed io, quando sarò inalzato da terra, trarrò tutto a me».
33 E ciò diceva per indicare di qual morte sarebbe morto.
34 Gli rispose la folla: «Noi abbiamo imparato dalla legge che il Cristo vivrà in eterno. Come adunque puoi dire che il Figliuol dell’uomo deve essere inalzato? Chi è questo Figliuol dell’uomo?».
35 Gesù pertanto rispose loro: «La luce è in voi ancora per un poco. Camminate finchè avete la luce, affinchè le tenebre non vi sorprendano; chi cammina nelle tenebre non sa dove vada.
36 Finchè avete la luce, credete nella luce affinchè siate figli della luce». Così parlò Gesù; poi se ne andò e si nascose da loro.
Incredulità dei Giudei.
37 Benchè avesse fatto tanti miracoli in loro presenza, pure non credettero in lui,
38 perchè s’adempisse la parola detta dal profeta Isaia: «Signore, chi ha creduto alla nostra parola? E il braccio del Signore a chi mai è stato rivelato?».
39 Essi non potevano credere, perchè Isaia aveva detto:
40 «Egli ha accecato i loro occhi e indurito i loro cuori, affinchè non vedano con gli occhi e non intendano col cuore e non si convertano, in modo che io possa guarirli».
41 Queste cose disse Isaia, quando vide la gloria di lui e parlò di lui.
42 Molti, tuttavia, anche tra i capi, credettero in lui; ma non lo confessavano per paura dei Farisei, per non essere scacciati dalla sinagoga,
43 giacchè essi amavano più la gloria degli uomini che la gloria di Dio.
44 Ma Gesù esclamò e disse: «Chi crede in me, crede non in me, ma in Colui che mi ha mandato;
45 e chi vede me, vede Colui che mi ha mandato.
46 Io son venuto luce al mondo, affinchè chiunque crede in me, non resti nelle tenebre;
47 e se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo giudicherò, perchè io non sono venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo.
48 Chi disprezza me e non accoglie le mie parole, ha chi lo giudica: la parola che ho proferito, essa lo giudicherà nell’ultimo giorno.
49 Perchè io non ho parlato da me stesso; ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha prescritto egli stesso quello che io dovevo dire e predicare.
50 E io so che il suo comando è la vita eterna. Perciò le cose che io dico, le dico come il Padre me le ha dette».
Capitolo 13
L’ultima cena: la lavanda dei piedi.
1 – Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo giunta l’ora sua di passare da questo mondo al Padre, poichè egli aveva amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.
2 Terminata la cena, avendo già il diavolo messo in cuore a Giuda, figliuol di Simone Iscariote, di tradirlo,
3 sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava,
4 si levò da tavola, depose la veste e, preso un asciugatoio, se lo cinse.
5 Poi, versata acqua in un catino, cominciò a lavare i piedi ai discepoli ed a rasciugarli col panno che si era messo intorno.
6 Venne dunque da Simon Pietro; ma Pietro gli disse: «Tu, Signore, lavi i piedi a me?».
7 Gesù rispose: «Ciò che io faccio, non lo comprendi ora; lo comprenderai più tardi».
8 Pietro gli disse: «I piedi tu non me li laverai in eterno!». E Gesù: «Se io non ti lavo, tu non avrai parte con me».
9 Rispose Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo».
10 Gesù soggiunse: «Chi è lavato, ha bisogno di lavarsi soltanto i piedi; egli è già mondo. Anche voi siete mondi, ma non tutti».
11 Perchè egli sapeva chi sarebbe stato a tradirlo, perciò disse: «Non siete tutti mondi».
12 Dopo lavati loro i piedi e riprese le sue vesti, si rimise a tavola e disse loro: «Sapete cosa vi ho fatto?
13 Voi chiamate me Maestro e Signore, e fate bene, perchè lo sono.
14 Se dunque io, Signore e Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni gli altri.
15 Vi ho dato l’esempio affinchè anche voi facciate come io ho fatto a voi.
16 In verità, in verità vi dico che il servo non è da più del padrone, nè l’apostolo da più di colui che l’ha mandato.
17 Se voi sapete queste cose, sarete beati se le metterete in pratica!
18 Io non parlo di ciascuno di voi; io conosco quelli che ho scelto: ma bisogna che si compia la Scrittura: “Chi mangia il pane con me, ha levato il suo calcagno contro di me”.
19 Ve lo dico adesso prima che avvenga, affinchè avvenuto che sia, crediate che sono io.
20 In verità, in verità vi dico: Chi riceve colui che io manderò, riceve me stesso, e chi riceve me, riceve Colui che mi ha mandato».
Il traditore svelato.
21 Detto ciò, Gesù fu turbato nello spirito, protestò e disse: «In verità, in verità vi dico: Uno di voi mi tradirà».
22 I discepoli si guardavano tra loro, incerti di chi parlasse.
23 Uno dei discepoli, quello che Gesù prediligeva, se ne stava appoggiato al petto di Gesù,
24 e Simon Pietro gli fece cenno e gli disse: «Di chi parla?».
25 Posato come era pertanto sul seno di Gesù, gli domandò: «Signore, chi è mai?».
26 Gli rispose Gesù: «È colui al quale io porgerò del pane inzuppato». E inzuppato del pane lo diede a Giuda, figliuolo di Simone Iscariote.
27 E dopo quel boccone, Satana entrò in lui. Gli disse pertanto Gesù: «Ciò che fai, fallo presto».
28 Nessuno dei commensali comprese perchè glielo avesse detto;
29 alcuni infatti pensavano che, siccome Giuda aveva la borsa, Gesù gli avesse detto: «Compera quanto ci è necessario per la festa», oppure: che desse qualcosa ai poveri.
30 Quello però, preso il boccone, uscì subito. Era notte.
Nuovo precetto.
31 Uscito che fu, Gesù disse: «Ora il Figliuol dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui.
L’ultima cena
32 Se Dio fu glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà in se stesso e lo glorificherà tosto.
33 Figliuoli, ancora per poco sono con voi. Voi mi cercherete, ma, come ho detto ai Giudei, dove io vado, voi non potete venire; lo dico adesso anche a voi.
34 Io vi dò il comandamento nuovo: Amatevi gli uni con gli altri. Come io ho amato voi, così voi amatevi a vicenda.
35 Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli, se vi amerete scambievolmente».
Predizione del rinnegamento di Pietro.
36 Simon Pietro gli domandò: «Signore, dove vai?». Gesù gli rispose: «Dove io vado, non puoi per ora seguirmi; mi seguirai più tardi».
37 Pietro gli disse: «Signore, perchè non posso seguirti ora? Io darò la mia vita per te!».
38 Gesù gli replicò: «Tu dai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico: – Non canterà il gallo prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte. –
Capitolo 14
Chi lo segue si riunirà con lui nella casa del Padre.
1 – Il vostro cuore non si turbi. Credete in Dio e credete anche in me.
2 Nella casa del Padre mio vi sono molte mansioni; se fosse diversamente, ve lo avrei detto, perchè io vado a preparare un posto per voi.
3 E quando sarò andato e avrò preparato il vostro posto, tornerò e vi prenderò con me, affinchè dove sono io, siate anche voi.
4 Voi sapete dove io vada e ne conoscete la via».
5 Tommaso gli disse: «Signore, noi non sappiamo dove tu vada; come possiamo conoscerne la via?».
6 Gesù gli rispose: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo mio.
7 Se voi mi aveste conosciuto, avreste conosciuto anche il Padre mio; e certo voi lo conoscete e l’avete veduto».
8 Filippo gli disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
9 Gesù rispose: «Da tanto tempo sono con voi, e non mi avete conosciuto? Filippo, chi vede me, vede anche il Padre mio. Come dunque puoi dire: – Mostraci il Padre? –
10 Non credi tu che io sia nel Padre ed il Padre in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre che è in me compie le opere.
11 Non credete che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Se non altro credete per le stesse opere.
Promesse consolanti.
12 In verità, in verità vi dico: Chi crede in me, farà anch’egli le opere che faccio io, anzi ne farà anche di maggiori, perchè io vado al Padre;
13 e ciò che domanderete al Padre in mio nome io lo farò affinchè il Padre sia glorificato nel Figliuolo.
14 Se mi domanderete qualche cosa in mio nome, io la farò.
15 Se mi amate, osservate i miei comandamenti;
16 ed io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perchè rimanga in eterno con voi,
17 lo Spirito cioè di verità, che il mondo non può ricevere, perchè non lo vede nè lo conosce; ma voi lo conoscerete, perchè dimorerà in voi e sarà in voi.
18 Io non vi lascerò orfani; ritornerò a voi.
19 Ancora un po’, e il mondo non mi vede più; ma voi mi vedete, perchè io vivo e voi vivete.
20 In quel giorno conoscerete che io sono nel Padre mio, e che voi siete in me ed io in voi.
21 Chi ha i miei comandamenti e li osserva, mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, ed io l’amerò e mi manifesterò a lui».
22 Gli domandò allora Giuda, non l’Iscariote: «Signore, che è avvenuto, perchè tu debba manifestarti a noi e non al mondo?».
23 Gesù gli rispose: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio l’amerà e verremo a lui e faremo dimora presso di lui.
24 Chi non mi ama, non osserva le mie parole; ora la parola che voi ascoltaste non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato.
25 Vi ho detto queste cose mentre mi trovavo ancora in mezzo a voi;
26 ma il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà in mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi suggerirà tutto ciò che io vi ho detto.
27 Io vi lascio la pace, vi dò la mia pace. Io ve la dò, non come la dà il mondo. Il vostro cuore non si turbi nè si sgomenti.
28 Avete udito ciò che vi ho detto: – Io vado e torno a voi. – Se mi amate, vi rallegrerete certo con me, perchè vado al Padre, perchè il Padre è maggiore di me.
29 Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perchè quando avverrà, voi crediate.
30 Non starò a dirvi molte cose perchè viene il principe di questo mondo che nulla ha in me,
31 ma affinchè il mondo sappia che che io amo il Padre e che opero come il Padre mi ha ordinato; levatevi e partiamo di qua!
Capitolo 15
La vite e i tralci.
1 – Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiuolo.
2 Ogni tralcio che in me non porta frutto egli lo recide, e ogni tralcio che porta frutto lo rimonda, perchè ne produca anche più.
3 Voi siete già mondati dalla parola che vi ho annunziata.
4 Restate in me, ed io resterò in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se medesimo, se non rimane nella vite, così neppure voi se non rimanete in me.
5 Io sono la vite, e voi i tralci. Colui che rimane in me e io in lui, porta abbondanti frutti, perchè, senza di me, non potete far nulla.
6 Chi non rimane in me, è gettato via come tralcio che inaridisce, e viene poi raccolto e gettato ad ardere nel fuoco.
7 Se rimanete in me e le mie parole rimarranno in voi, domanderete quel che vorrete e vi sarà accordato.
8 Il Padre mio sarà glorificato se produrrete frutti copiosi e diverrete miei discepoli.
9 Come il Padre ha amato me, così anch’io amo voi; perseverate nel mio amore.
10 Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nell’amore mio, come io stesso ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nell’amore di lui.
11 Vi ho dette queste cose, affinchè la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia completa.
La perfetta carità fraterna.
12 Ecco il mio comandamento: Amatevi scambievolmente, come io ho amato voi.
13 Nessuno ha un amore più grande di questo, di uno che dia la vita per i suoi amici.
14 Voi siete miei amici, se fate quel che vi comando.
15 Io non vi chiamo più servi, perchè il servo non sa che fa il suo padrone; vi ho chiamati amici, perchè vi ho fatto conoscere tutto quello che ho udito dal Padre mio.
16 Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho destinati ad andare a portare frutto, e il vostro frutto permanga; cosicchè qualunque cosa domanderete al Padre mio in mio nome ve lo dia.
17 Ciò che io vi comando è che vi amiate scambievolmente.
L’odio del mondo.
18 Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me.
19 Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; invece, siccome non siete del mondo e vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia.
20 Ricordatevi di ciò che vi ho detto: – Il servo non è da più del padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. –
21 Ma vi faranno tutte queste cose a cagione del mio nome, perchè ignorano Colui che m’ha mandato.
22 Se non fossi venuto e non avessi parlato, non avrebbero colpa; invece non hanno scusa al loro peccato.
23 Chi odia me, odia anche il Padre mio.
24 Se non avessi fatto tra loro opere che nessun altro ha fatto, non avrebbero colpa; ma ora le hanno vedute, e hanno odiato me e il Padre mio.
25 Ma [questo è avvenuto] perchè si adempisse la parola scritta nella loro legge: “Mi hanno odiato senza ragione”.
26 Quando poi sarà venuto il Paraclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità, che procede dal Padre,
27 egli renderà testimonianza di me, e voi pure mi renderete testimonianza, perchè siete con me fin dal principio.
Capitolo 16
Le persecuzioni.
1 – Così vi ho parlato perchè non vi scandalizziate.
2 Vi scacceranno dalle sinagoghe, anzi viene l’ora in cui chi vi ucciderà, penserà di rendere omaggio a Dio.
3 E vi tratteranno così perchè non hanno conosciuto nè il Padre nè me.
4 Ma io vi ho detto ciò, affinchè quando giungerà quell’ora, vi rammentiate che io ve ne ho parlato.
5 Non ve ne parlai prima, perchè ero con voi. Ma ora vado a Colui che mi ha mandato; e nessuno di voi mi domanda: – Dove vai? –
6 E perchè vi ho detto ciò, la tristezza vi ha riempito il cuore.
L’opera dello Spirito Santo.
7 Tuttavia io vi dico in verità: È utile per voi che me ne vada, perchè se io non vado, il Paraclito non verrà a voi; ma se io me ne andrò, ve lo manderò.
8 E quando sarà venuto, accuserà il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio;
9 di peccato, perchè non hanno creduto in me;
10 di giustizia, perchè vado al Padre e non mi vedrete più;
11 di giudizio, perchè il principe di questo mondo è già giudicato.
12 Ho ancora molte cose da dirvi, ma per ora non potete sostenerle.
13 Quando sarà venuto lo Spirito di verità, egli v’insegnerà tutta la verità; giacchè non parlerà da se stesso, ma vi dirà quanto udrà, e vi annunzierà le cose che dovranno succedere.
14 Egli mi glorificherà, perchè prenderà dal mio e ve lo annunzierà.
15 Tutto ciò che ha il Padre, è mio; perciò ho detto che prenderà dal mio e ve lo annunzierà.
Motivi di gioia.
16 Ancora un poco e non mi vedrete; poi ancora un poco e mi vedrete, perchè io vado al Padre».
17 Alcuni dei suoi discepoli dissero però tra loro: «Che cosa è ciò che dice con questo suo: – Ancora un poco e non mi vedrete; poi ancora un poco e mi vedrete? – E: – Perchè vado al Padre? -».
18 E ripetevano: «Che cosa è ciò che dice: – Ancora un poco? – Noi non sappiamo di che cosa parli».
19 Gesù capì che lo volevano interrogare e disse loro: «Voi vi domandate tra voi che cosa significhi quel mio dire: – Ancora un poco e non mi vedrete più; poi ancora un poco e mi vedrete? –
20 In verità, in verità vi dico che voi piangerete e gemerete, e il mondo godrà; voi invece sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza sarà cambiata in gioia.
21 La donna, quando partorisce, prova dolori, perchè è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più del suoi dolori, per la gioia che è nato al mondo un uomo.
22 Così voi pure sarete tristi, ma io vi rivedrò e il vostro cuore esulterà, e nessuno potrà rapirvi la vostra gioia.
23 In quel giorno non m’interrogherete più di nulla. In verità, in verità vi dico: Se voi domanderete qualche cosa al Padre mio in mio nome, Egli ve lo darà.
24 Finora non avete domandato nulla in mio nome; domandate e riceverete, affinchè la vostra gioia sia piena.
L’addio.
25 Vi ho detto queste cose in parabole; viene l’ora in cui non vi parlerò più in parabole, ma vi parlerò apertamente del Padre.
26 In quel giorno domanderete in mio nome, e non dico che pregherò per voi il Padre,
27 poichè il Padre stesso vi ama, giacchè voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio.
28 Io sono uscito dal Padre e venuto al mondo; di nuovo lascio il mondo e vado al Padre».
29 I suoi discepoli gli dissero: «Ecco, ora tu parli chiaramente e non dici alcuna parabola;
30 ora sappiamo che tu conosci tutto e che non hai bisogno d’esser interrogato; perciò crediamo che sei uscito da Dio».
31 Gesù rispose loro: «Adesso voi credete?
32 Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui voi sarete dispersi, ciascuno per conto suo, e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perchè il Padre è con me.
33 Vi ho detto queste cose, perchè abbiate la pace in me. Nel mondo avrete tribolazioni; ma confidate; io ho vinto il mondo!».
Capitolo 17
La preghiera di Gesù.
1 – Così parlò Gesù. Poi, elevati gli occhi al cielo, disse: «Padre, l’ora è venuta: glorifica il tuo Figliuolo, affinchè il tuo Figliuolo glorifichi te;
2 come tu gli hai dato ogni potere sopra ogni carne, affinchè dia la vita eterna a tutti coloro che tu gli hai dato.
3 E la vita eterna è questa, che conoscano te, solo vero Dio, e Colui che hai mandato, Gesù Cristo.
4 Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo la missione che mi hai affidata da fare,
5 ed ora tu, o Padre, glorificami presso te stesso con la gloria che ebbi presso di te, quando il mondo non era.
6 Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato nel mondo; erano tuoi e tu me li hai dati, ed essi hanno conservata la tua parola.
7 Ora riconoscono che tutto quanto tu mi hai dato, viene da te,
8 perchè le parole che mi hai date, io le ho date ad essi, e le hanno ricevute, riconoscendo veramente che io sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.
9 Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dati, perchè sono tuoi.
10 Ogni cosa mia è tua, e ogni cosa tua è mia, ed io sono glorificato in essi.
11 Io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te, Padre santo; conserva nel tuo nome coloro che tu mi hai dato, affinchè siano uno come siamo noi. Quando ero con loro, li conservavo nel tuo nome.
12 Quelli che tu mi hai dato, li ho custoditi e nessuno di loro è perito, tranne il figlio di perdizione, e questo affinchè s’adempisse la Scrittura.
13 Ma ora io vengo a te e questo dico al mondo, affinchè abbiano in sè la pienezza del mio gaudio.
14 Io ho dato ad essi la tua parola, e il mondo li ha odiati, perchè non sono del mondo, come io non sono del mondo.
15 Non domando che tu li tolga dal mondo, ma che li preservi dal male.
16 Essi non sono del mondo, come anch’io non sono del mondo.
17 Santificali nella verità; la tua parola è la verità.
18 Come tu hai mandato me nel mondo, così anch’io ho mandato loro nel mondo.
19 E per essi io santifico me stesso, affinchè anch’essi siano santificati nella verità.
20 E prego non solamente per essi, ma anche per quelli che, mediante la loro parola, crederanno in me,
21 affinchè siano tutti uno; come tu, Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano uno in noi, affinchè il mondo creda che tu mi hai mandato.
22 Io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinchè siano uno, come noi siamo uno;
23 io in loro e tu in me, affinchè siano perfetti nell’unità e il mondo riconosca che tu mi hai mandato e che li hai amati, come hai amato me.
24 Padre, io voglio che quelli che mi hai dati, dove sono io, siano anch’essi meco e veggano la mia gloria, che tu mi hai accordato, poichè tu mi hai amato prima ancora della creazione del mondo.
25 Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto; io però ti conobbi, e costoro hanno riconosciuto che tu mi hai mandato.
26 Io ho fatto loro conoscere il tuo nome e lo farò conoscere affinchè l’amore con cui mi hai amato sia in essi ed io in loro».
Capitolo 18
Al Getsemani.
1 – Gesù, dopo aver dette queste cose, uscì coi suoi discepoli oltre il torrente Cedron, dove vi era un orto, nel quale entrò egli e i suoi discepoli.
2 Giuda, che lo tradiva, conosceva anch’egli quel luogo, perchè Gesù vi s’era riunito di frequente coi suoi discepoli.
Tradimento di Giuda e cattura di Gesù.
3 Giuda pertanto, presa la coorte e, dai capi dei sacerdoti e dai Farisei, alcune guardie, andò colà con lanterne, torce ed armi.
4 Gesù che sapeva tutto quello che stava per accadere, si fece avanti e domandò: «Chi cercate?».
5 Gli risposero: «Gesù il Nazareno». Gesù disse loro: «Sono io». Giuda che lo tradiva era là con essi.
6 Appena Gesù ebbe detto loro: «Son io», essi dettero all’indietro e caddero in terra.
7 Egli domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Quelli risposero: «Gesù il Nazareno».
8 Gesù riprese: «Vi ho detto che sono io; se dunque cercate di me, lasciate che questi se ne vadano».
9 Disse ciò perchè s’adempisse la parola detta da lui: «Non ho perduto nessuno di quelli che m’hai dato».
10 Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la sfoderò e ferì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio destro. Il servo si chiamava Malco.
11 Ma Gesù disse a Pietro: «Rimetti la spada nel fodero. Non berrò io il calice che il Padre mi ha dato?».
Gesù davanti al Sinedrio.
12 Quindi la coorte, il tribuno e le guardie dei Giudei afferrarono Gesù, lo legarono
13 e lo condussero prima da Anna, perchè era suocero di Caifa, che era il sommo sacerdote di quell’anno.
14 Caifa era quello che aveva dato questo consiglio ai Giudei: «Val meglio che un solo uomo muoia per il popolo».
Le negazioni di Pietro.
15 Simon Pietro ed un altro discepolo seguivano Gesù, e siccome l’altro discepolo era conosciuto dal pontefice, entrò con Gesù nell’atrio del pontefice,
16 mentre Pietro era rimasto fuori vicino alla porta. Allora l’altro discepolo, quello noto al sommo sacerdote, uscì e, parlato con la portinaia, fece entrare Pietro.
17 La serva portinaia disse a Pietro: «Sei forse anche tu dei discepoli di quest’uomo?». Egli rispose: «Non sono!».
18 I servi e le guardie stavano presso un braciere, perchè faceva freddo e si scaldavano; e anche Pietro era con essi e si scaldava.
Interrogatorio di Gesù.
19 Il pontefice interrogò adunque Gesù intorno ai suoi discepoli e al suo insegnamento.
20 Gesù rispose: «Io ho parlato apertamente al mondo, ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove s’adunano tutti i Giudei, e non ho detto nulla in segreto.
21 Perchè interroghi me? Domanda a quelli che mi hanno udito parlare; ecco, costoro sanno quel che io ho detto».
22 Allorchè Gesù ebbe detto queste cose, una delle guardie presenti dette a Gesù uno schiaffo e disse: «Così rispondi al pontefice?».
23 Gesù gli replicò: «Se ho parlato male, mostra che c’è di male; se invece bene, perchè mi percuoti?».
24 Allora Anna lo mandò legato a Caifa, il pontefice.
Pietro rinnega ancora Gesù.
25 Intanto Simon Pietro stava a scaldarsi; e gli domandarono: «Non sei dei suoi discepoli anche tu?». Egli negò dicendo: «Non sono».
San Pietro rinnega Cristo
26 Uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva mozzato l’orecchio, gli disse: «Non ti ho io visto nell’orto con lui?».
27 Pietro di nuovo negò, e in quel momento un gallo cantò.
Gesù dinanzi a Pilato.
28 Poscia condussero Gesù dalla casa di Caifa al Pretorio. Era mattina. Essi però non entrarono nel Pretorio per non contaminarsi e mangiare la Pasqua.
29 Pilato dunque uscì fuori verso di loro e disse: «Che accusa portate contro quest’uomo?».
30 Essi risposero e gli dissero: «Se costui non fosse un malfattore, non te lo avremmo consegnato».
31 Allora Pilato rispose loro: «Pigliatelo voi stessi e giudicatelo secondo la vostra legge». Ma i Giudei gli replicarono: «Noi non possiamo dar la morte a nessuno».
32 Affinchè fossero adempiute le parole dette da Gesù, per significare di qual morte doveva morire.
33 Pilato dunque, rientrato nel Pretorio, chiamò Gesù e gli chiese: «Sei tu il re dei Giudei?».
34 Gesù rispose: «Dici ciò da te stesso, o altri te l’ha detto di me?».
35 Pilato replicò: «Sono io forse Giudeo? La tua nazione e i pontefici t’hanno consegnato a me; che hai fatto?».
36 E Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servi combatterebbero perchè non fossi consegnato ai Giudei; ma ora il mio regno non è di qua».
37 Allora Pilato gli domandò: «Sei tu dunque re?». Gesù rispose: «Tu lo dici che io sono re; io son nato e venuto al mondo per rendere testimonianza alla verità; chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».
38 Pilato gli disse: «Che cos’è la verità?».
Gesù posposto a Barabba.
Detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui nessuna colpa.
39 Ma voi avete l’usanza, che io vi rilasci uno in occasione della Pasqua. Volete dunque che vi rilasci il re dei Giudei?».
40 Ma essi novamente gridarono tutti dicendo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba poi era un ladrone.
Capitolo 19
L’«Hecce Homo».
1 – Allora Pilato prese Gesù e lo flagellò.
Gesù viene flagellato
2 E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e lo avvolsero in una veste di porpora;
La corona di spine
3 poi, si avvicinavano a lui e dicevano: «Salute, o re dei Giudei!». E gli davano schiaffi.
4 Pilato uscì di nuovo e disse a loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, affinchè sappiate che io non trovo in lui nessuna colpa».
5 Uscì dunque Gesù, portando la corona di spine e il vestito di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l’uomo!».
6 Quando i pontefici e le guardie lo videro, gridarono: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Pilato soggiunse: «Prendetelo voi e crocifiggetelo, perchè io non trovo in lui nessuna colpa».
7 Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una legge e secondo essa costui deve morire, perchè si è fatto Figliuol di Dio».
8 Udite queste parola Pilato s’impaurì maggiormente
9 e rientrato nel pretorio domandò a Gesù: «Donde sei tu?». Ma Gesù non gli diede risposta.
10 Pilato gli disse: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di farti crocifiggere e il potere di liberarti?».
11 Gesù gli rispose: «Tu non avresti nessun potere su di me se non ti fosse dato dall’alto. Per questo colui che mi ha consegnato a te ha un peccato più grave».
12 Da quel momento Pilato cercava di liberarlo. Ma i Giudei gridavano dicendo: «Se lo liberi non sei amico di Cesare! Chi si fa re, si dichiara contrario a Cesare».
13 Pilato, inteso ciò, fece condurre fuori Gesù e si sedette in tribunale, nel luogo chiamato «Litostroto», e in ebraico «Gabbata».
14 Era [il giorno della] Parasceve della Pasqua e verso all’ora sesta. E disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!».
15 Ma essi gridarono: «Via, via, crocifiggilo!». Pilato domandò loro: «Debbo crocifiggere il vostro re?». I pontefici risposero: «Noi non abbiamo altro re che Cesare».
Cristo presentato alla folla
16 Allora lo consegnò a loro, perchè fosse crocifisso.
L’arrivo al Calvario
Gesù al Calvario.
Presero dunque Gesù e lo menarono via.
17 E portando egli la sua croce, si avviò verso il luogo detto «del Teschio», ma in ebraico «Golgota»;
18 dove lo crocifissero insieme con due altri, di qua e di là, e Gesù nel mezzo.
Cristo viene inchiodato alla croce
19 Pilato scrisse pure una tabella, e la mise sulla croce. E c’era scritto: «GESù IL NAZARENO RE DEI GIUDEI».
20 Ora, molti Giudei lessero questa tabella, perchè il luogo ove Gesù era stato crocifisso era vicino alla città, e l’iscrizione era in ebraico, in greco e in latino.
21 Ora i pontefici dei Giudei dissero a Pilato: «Non scrivere: “Re dei Giudei”, ma che egli ha detto: “Io sono il re dei Giudei”».
22 Pilato rispose: «Ciò che ho scritto, ho scritto».
23 I soldati poi, dopo aver crocifisso Gesù, ne presero le vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato; presero pure la tunica. Ora la tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo.
24 Perciò dissero tra loro: «Non la stracciamo, ma tiriamo a sorte a chi tocca». E ciò perchè si adempisse la Scrittura che dice: «Hanno diviso tra loro le mie vesti, e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». Questo dunque fecero i soldati.
Maria e Giovanni sotto la croce.
25 Presso la croce di Gesù stavano la madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleofa, e Maria Maddalena.
26 Gesù, vedendo la madre e vicino a lei il discepolo ch’egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio».
27 Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre». E da quel momento il discepolo la prese con sè.
Agonia e morte di Gesù.
28 Dopo ciò, Gesù sapendo che tutto era compiuto, affinchè si adempisse la Scrittura, disse: «Ho sete».
29 C’era quivi un vaso pieno di aceto. Quelli, messa una spugna piena d’aceto su un issopo, gliel’accostarono alla bocca.
30 E Gesù quando ebbe preso l’aceto disse: «È finito». E chinato il capo, rese lo spirito.
Il colpo di lancia.
31 Allora i Giudei, perchè i corpi non restassero in croce durante il sabato, perchè era la Parasceve, e quel sabato era giorno solenne, chiesero a Pilato che si spezzassero loro le gambe e fossero rimossi.
32 I soldati perciò vennero, e spezzarono le gambe al primo e poi all’altro dei crocifissi con lui.
33 Ma venuti a Gesù, siccome videro che era già morto, non gli spezzarono le gambe;
34 ma uno dei soldati gli aperse il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue ed acqua.
35 Chi vide ha attestato; la sua testimonianza è vera: ed egli sa di dire la verità, affinchè crediate anche voi.
36 Queste cose, infatti, avvennero affinchè si adempisse la Scrittura: «Nessun osso gli sarà spezzato»;
37 ed anche un’altra Scrittura che dice: «Vedranno chi hanno trafitto».
La sepoltura di Gesù.
38 Dopo ciò Giuseppe d’Arimatea, discepolo di Gesù, benchè occulto, per timore dei Giudei, pregò Pilato di prendere il corpo di Gesù, e Pilato glielo permise. Egli dunque venne a prendere il corpo di Gesù.
39 Nicodemo che era venuto la prima volta a Gesù di notte, venne anch’egli portando circa cento libbre d’una mistura di mirra e d’aloe.
40 Presero dunque il corpo di Gesù, e lo avvolsero in lenzuoli con aromi, secondo il modo di seppellire in uso presso i Giudei.
Il corpo di Gesù
41 Ora nel luogo ove egli era stato crocifisso, era un orto e nell’orto un sepolcro nuovo dove nessuno era stato ancora deposto.
La sepoltura di Cristo
42 Ivi deposero Gesù a causa della Parasceve dei Giudei, perchè il sepolcro era vicino.
Capitolo 20
La Maddalena, Pietro e Giovanni al sepolcro.
1 – Il primo giorno poi della settimana Maria Maddalena si recò al sepolcro di prima mattina, mentre era ancora buio e, vista la pietra rimossa dal sepolcro,
2 corse e venne da Simon Pietro dall’altro discepolo che Gesù amava e disse loro: «Han levato dal sepolcro il Signore, e non sappiamo dove l’abbiano posto».
3 Pietro e l’altro discepolo uscirono quindi e andarono al sepolcro.
4 Correvano tutt’e due insieme, ma l’altro discepolo fece più presto di Pietro e arrivò primo al sepolcro,
5 e chinatosi, vide i lini per terra, ma non entrò.
6 Intanto Simon Pietro, che lo seguiva, giunse anch’egli, entrò nel sepolcro e vide deposti i lini,
7 e il sudario, ch’era stato sul capo di lui, non posto però tra i lini, ma piegato e messo da parte.
8 Allora entrò anche l’altro discepolo che era giunto prima al sepolcro, e vide e credette.
9 Perchè ancora non sapevano la Scrittura, ch’egli doveva risuscitare dai morti.
10 I discepoli dunque se ne andarono di nuovo a casa.
Apparizione di Gesù alla Maddalena.
11 Maria, invece, piangente, se ne stava fuori presso il sepolcro. Mentre dunque piangeva, si chinò per guardare dentro al sepolcro
12 e vide due angeli vestiti di bianco, seduti là dov’era stato posto il corpo di Gesù, uno a capo e l’altro ai piedi.
13 Ed essi le dissero: «Donna, perchè piangi?». Ella rispose loro: «Perchè hanno preso il mio Signore, e non so dove l’abbiano posto».
14 Nel dir questo si voltò indietro e vide ritto in piedi Gesù, senza però conoscere ch’era Gesù.
15 Gesù le domandò: «Donna, perchè piangi? Chi cerchi?». Ella, credendolo l’ortolano, gli rispose: «Signore, se tu l’hai portato via, dimmi ove l’hai messo ed io lo prenderò».
16 Gesù le disse: «Maria!». Ed ella, voltatasi, esclamò: «Rabboni» (che significa “Maestro”).
17 Gesù le disse: «Non mi toccare, perchè non sono ancora salito al Padre mio. Va’ dai miei fratelli, e di’ loro che salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro».
18 Maria Maddalena andò ad annunziare ai discepoli che aveva veduto il Signore e le aveva detto queste cose.
Gesù appare ai discepoli.
19 Venuta la sera di quel giorno, il primo della settimana, essendo, per paura dei Giudei, chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli, venne Gesù e fermatosi in mezzo disse: «La pace sia con voi!».
20 Dopo di che mostrò loro le mani ed il costato. I discepoli vedendo il Signore gioirono.
21 Gesù poi aggiunse: «La pace sia con voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi».
22 E detto questo, soffiò su loro, e disse: «Ricevete lo Spirito Santo.
23 A chi rimetterete i peccati, saranno rimessi, e da chi li riterrete, saranno ritenuti».
Tommaso convinto.
24 Ma Tommaso poi, chiamato Didimo, uno dei Dodici, non era con loro, quando venne Gesù.
25 Gli altri discepoli però gli dissero: «Abbiamo visto il Signore». Ma egli rispose: «Se non gli vedo nelle mani il foro dei chiodi, e non metto il mio dito nel posto dei chiodi, e non metto la mia mano nel suo costato, non credo».
26 Otto giorni dopo, i discepoli si trovarono di nuovo là dentro e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte chiuse, e presentatosi in mezzo a loro, disse: «La pace sia con voi».
27 Poi rivoltosi a Tommaso soggiunse: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani! Accosta anche la tua mano e mettila nel mio costato; e non voler essere incredulo, ma fedele».
28 Tommaso gli rispose: «Signore mio e Dio mio!».
29 Soggiunse Gesù: «Tommaso, hai creduto perchè hai visto; beati coloro che hanno creduto e non videro».
30 Ora Gesù fece alla presenza dei suoi discepoli molti miracoli, che non sono scritti in questo libro;
31 ma queste cose sono scritte affinchè crediate che Gesù è il Cristo, Figliuol di Dio, e credendo abbiate nel suo nome la vita.
Capitolo 21
Gesù appare al lago di Tiberiade.
1 – Dopo queste cose Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli al mare di Tiberiade; e si manifestò in questo modo.
2 Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natanaele che era di Cana in Galilea, i figliuoli di Zebedeo e due altri discepoli si trovavano insieme.
3 Simon Pietro disse loro: «Vado a pescare», e gli altri soggiunsero: «Veniamo anche noi». Così partirono e salirono nella barca, e in tutta la notte non presero nulla.
4 Sul far del giorno, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non riconobbero che era Gesù.
5 Gesù disse loro: «Figliuoli, non avete qualche cosa da mangiare?». Ed essi risposero: «No».
6 Egli allora soggiunse: «Gettate la rete a destra della barca e ne troverete». Essi dunque la gettarono, e non potevano più tirarla per la gran quantità di pesce.
7 Allora il discepolo prediletto da Gesù, disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, avendo sentito che era il Signore, si rivestì de’ suoi abiti, perchè era nudo, e si buttò in mare.
8 E gli altri discepoli vennero con la barca, essendo lontani da terra circa duecento cubiti, e trascinarono la rete con i pesci.
9 Discesi a terra, trovarono un fuoco acceso, con del pesce preparato sopra e del pane.
10 Gesù disse loro: «Portate qua dei pesci presi or ora».
11 Simon Pietro salì e tirò a terra la rete piena di centocinquantatrè grossi pesci; e benchè fossero tanti, la rete non si era rotta.
12 Gesù disse loro: «Venite e mangiate». Nessuno tra quelli che s’erano assisi osava domandargli: «Tu chi sei?», perchè essi sapevano ch’era il Signore.
13 Gesù si avvicinò, prese il pane e lo distribuì, e così fece col pesce.
14 Questa era già la terza volta che Gesù si manifestava ai suoi discepoli, dopo essere risorto dai morti.
Primato di Pietro.
15 Quando ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?». Egli gli rispose: «Sì, Signore, tu sai che io ti amo». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
16 Di nuovo gli domandò: «Simone di Giovanni, mi ami tu?». Gli rispose: «Sì, Signore, tu sai che io ti amo». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
17 Per la terza volta gli chiese: «Simone di Giovanni, mi ami tu?». Pietro s’attristò perchè gli aveva detto per la terza volta: «Mi ami tu?», ed esclamò: «Signore, tu sai ogni cosa, tu sai che io ti amo». Gli disse [Gesù]: «Pasci le mie pecore.
18 In verità, in verità ti dico: quando tu eri più giovane ti cingevi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio, tenderai le mani e un altro ti cingerà e ti condurrà dove non vorrai».
19 Disse questo per indicare con qual morte avrebbe reso gloria a Dio. E detto ciò, gli soggiunse: «Seguimi».
20 Pietro, voltatosi, vide venirgli appresso il discepolo prediletto da Gesù, quegli che durante la cena aveva posato il capo sul petto di Gesù e aveva chiesto: «Signore, chi è che ti tradisce?».
21 Pietro vedendolo domandò a Gesù: «Signore, e di costui che sarà?».
22 Gesù rispose: «Se voglio ch’egli rimanga finchè io venga, che t’importa? Tu seguimi».
23 Si sparse così tra i fratelli la voce che quel discepolo non muore; Gesù però non disse: «Non muore», ma: «Se voglio che egli rimanga finchè io venga, che t’importa?».
24 Questo è il discepolo che attesta queste cose e le ha scritte; e noi sappiamo che la sua testimonianza è verace.
25 Vi sono ancora molte altre cose fatte da Gesù; che se si volesse scriverle ad una ad una, il mondo intero, credo, non potrebbe contenere i libri che si dovrebbero scrivere.